Attualità - 01 agosto 2025, 15:19

Il Pd della Granda: “Le Fondazioni bancarie non sono proprietà di pochi, ma strumenti strategici al servizio del territorio e delle sue comunità”

Il Partito Democratico interviene sulle recenti nomine in CrT e in merito alle considerazioni di Confcooperative dopo l’esclusione dalla giunta della Camera di Commercio. “Il tramonto del 'Modello Cuneo'? Serve – chiedono i dem - una riflessione collettiva”

Sannazzaro e Calderoni, PD Cuneo

Il Partito Democratico della provincia di Cuneo prende atto con rispetto della recente nomina di Paolo Adriano nel Consiglio di Indirizzo della Fondazione CRT. Il partito ha espresso le proprie le congratulazioni, accompagnate dalla fiducia che il nominato saprà rappresentare l’intero territorio provinciale, precisando che si tratta di una designazione spettante alla provincia di Cuneo e non – come erroneamente riportato da alcuni organi di stampa – alla città di Mondovì.

Tuttavia, secondo il Partito Democratico, alcune dinamiche emerse negli ultimi tempi destano seria preoccupazione. I democratici rilevano da più parti, a partire dalle dichiarazioni ufficiali e dagli articoli di stampa, forzature narrative e rivendicazioni territoriali e politiche che non dovrebbero mai interferire con la funzione delle fondazioni bancarie: quella di perseguire il bene comune in maniera indipendente e plurale.

Il partito cita come esempio la pubblica soddisfazione espressa dal Patto Civico con evidente eccesso autocelebrativo o l’esternazione di Mario Sacco, presidente di Confcooperative Piemonte Sud, che lamenta l’esclusione da un accordo tra Confindustria e Camera di Commercio in merito alle nomine in Fondazione CRC, affermando che “spiace molto per il comportamento di Confindustria. Si sono dimenticati che noi siamo stati i primi a sottoscrivere la candidatura di Mauro Gola alla Presidenza della Fondazione Crc”.

Secondo i democratici, questi episodi – tra rivendicazioni localistiche e manovre di palazzo – segnalano il rischio che si sia ormai snaturato il tanto citato “Modello Cuneo”, da sempre apprezzato per la sua capacità di includere sensibilità diverse, competenze, culture politiche e sociali differenti. Il partito sostiene che oggi quel modello vive un'involuzione verso uno schema autoreferenziale, dove conta più l’appartenenza che il merito e più l’equilibrio di potere che l’equilibrio territoriale.

Il Partito Democratico invita tutti gli attori istituzionali, economici e sociali della Granda a riflettere su questa deriva, ribadendo che le fondazioni bancarie non sono proprietà di pochi, ma strumenti strategici al servizio del territorio, delle sue comunità e delle sfide comuni.

cs