Dall’associazione politico-culturale di Saluzzo “Insieme si può” riceviamo e pubblichiamo:
Il progettista dell’impianto di biometano ha ragione nel ricordare che il nostro presidente lavora in Sedamyl. Ma le sue ragioni, con rispetto parlando, finiscono lì.
Lo ringraziamo per l’alta considerazione nei confronti di Luca Ellena, ma è utile chiarire che né lui né altri in “Insieme si può” detengono un potere tale da orientare il dibattito o condizionare le scelte dell’amministrazione comunale in relazione ai progetti presentati da aziende, comprese quelle in cui eventualmente lavoriamo.
La ditta Sedamyl si è guadagnata sul campo la credibilità e l’autorevolezza che oggi le vengono riconosciute, grazie a una lunga storia di serietà, investimenti sostenibili e impatti positivi e documentabili sul territorio. Non è un’opinione, ma un dato di fatto. I progetti da essa presentati sono stati approvati perché solidi, ben motivati, e perché hanno dato risposte concrete su temi chiave come l’ambiente, l’energia, l’occupazione.
È questo il nodo centrale anche della riflessione che l’associazione ha voluto sollevare rispetto al progetto di Ruata Eandi: non una “stroncatura”, ma una serie di perplessità legate a elementi precisi — il consumo di suolo, l’incremento del traffico, i benefici ambientali e occupazionali per la comunità locale — poiché si fonderebbe su una filiera lunga e complessa, con incognite rilevanti e senza ricadute certe né sul piano occupazionale né su quello ambientale. Quanto alla vita interna dell’associazione, precisiamo che “Insieme si può” non è né una monade né una voce unica: al contrario, è una realtà collettiva e democratica, che da anni si distingue per l’impegno, la competenza e la passione di tutti i suoi componenti. Il dibattito interno è aperto, libero e pluralista. Pensare il contrario significherebbe sminuire l’intelligenza e il contributo di chi ogni giorno dedica tempo e idee alla crescita della nostra comunità.
Direttivo Insieme si può