Solo nel comune di Cuneo, l’ASL registra oltre 7.500 cani. E, se consideriamo quelli non iscritti all’anagrafe, il numero reale potrebbe essere ben più alto.
Ma il cane di oggi non si limita a farsi amare: si fa anche ornare.
Lo conferma la Camera di Commercio, che da aprile 2025 ha introdotto nuovi codici ATECO dedicati esclusivamente ai servizi per animali domestici. Non si parla più genericamente di “cura degli animali da compagnia”: ora chi lava, pettina o coccola cani e gatti ha un’identità economica precisa. Un codice tutto suo.
Una sorta di carta d’identità fiscale per un settore che cresce, resiste e si raffina.
Non è un’impressione: i numeri parlano chiaro. Dal 2019 al primo trimestre del 2025, le attività registrate in questo ambito a Cuneo sono passate da 19 a 31. Nemmeno la pandemia è riuscita a frenare la voglia (e il bisogno) di bellezza a quattro zampe.
E poi c’è un dato che racconta molto del carattere dei cuneesi: nonostante la cura dedicata agli amici pelosi, quasi il 74% dei cani non ha un pedigree ufficiale. Nessun nome altisonante, nessun certificato: solo code scodinzolanti e personalità uniche.
Ma se i meticci dominano per affetto e numero, non mancano le preferenze “di razza”. A guidare le simpatie dei cuneesi sono i grandi classici: Pastore Tedesco, Labrador e Border Collie, che insieme rappresentano oltre il 30% dei cani di razza registrati nella provincia. Fedeli, intelligenti e versatili, sembrano rispecchiare perfettamente il carattere pratico e affettuoso delle famiglie locali.
Seguono da vicino i sempre amati Golden Retriever, i vivacissimi bassotti e i piccoli grandi protagonisti da salotto come Chihuahua, Pinscher e Barboni, che si fanno notare più per stile che per stazza. Un posto d’onore anche per i pastori maremmani, sentinelle silenziose dei contesti rurali: discreti, fieri e profondamente legati al territorio.
In fondo, la vera razza dominante a Cuneo è quella dei coccolati cronici.
E no, non parliamo solo dei cani affettuosi.