Anche nella prima metà degli anni ‘60 i tifosi più giovani avevano iniziato a riunirsi in gruppi, senza però mai categorizzare il proprio tifo con il termine “ultras”
Tradizioni, Riti e Simbologie delle Curve
La mentalità ultras italiana è caratterizzata da un forte senso di appartenenza al club, che non necessariamente coincide con la città o la regione di provenienza. Non è raro allo stadio individuare striscioni di club di tifosi che espongono fieramente la propria provenienza.
Un esempio potrebbe essere “Bruxelles Bianconera”, uno storico gruppo di tifosi che rappresenta gli juventini in Belgio. I gruppi ultras più grandi hanno addirittura sedi in altre città: la precedentemente menzionata Fossa dei Leoni si trova anche ad Aosta, Roma e Ivrea, oltre che a Milano ovviamente.
Per il resto, le dinamiche sono le stesse che si registrano negli altri paesi in cui è diffusa la cultura ultras. Focus fondamentale di questi gruppi è infatti il proprio striscione di appartenenza, “le pezze”, in cui viene rappresentato il nome del club.
Quando la propria pezza viene rubata, è tradizione che il gruppo si debba sciogliere. Un esempio recente lo troviamo nel furto dello striscione dei Fedayn, storico gruppo romanista a cui è stata tesa un’imboscata dagli ultras della Stella Rossa Belgrado, molto vicini agli ultras napoletani, nemici dei romanisti.
L’influenza degli ultras sull’identità dei club e sull’atmosfera allo stadio
Se il calcio, come ci sentiamo spesso ripetere in TV, è devi tifosi, gli ultras sono il cuore pulsante del calcio. Nel mondo, il tifo del Belpaese è senza dubbio uno dei più apprezzati e questo si deve principalmente al calore e l’atmosfera che le frange più calde della tifoseria riescono a creare all’interno delle mura del proprio stadio.
Coreografie, striscioni, fumogeni e tamburi contribuiscono a rendere il calcio italiano quello che è. Anche le squadre meno conosciute all’estero, sono in grado di trasformare le partite casalinghe in una bolgia. Basti pensare a tifoserie come quelle del Genoa, della Sampdoria, del Catania o dell’Atalanta.
Inoltre, i gruppi di tifo organizzato formano e contribuiscono a formare l’identità dei club. Vi è uno stretto rapporto fra le società e i tifosi, con quest’ultimi che si sentono e vivono il calcio come se fossero il dodicesimo uomo in campo.
Spesso, questo rapporto controverso e viscerale ha suscitato perplessità e preoccupazione all’estero. Scene come giocatori a confronto con le curve sono frequenti in Italia, con i capi del tifo che bacchettano i giocatori e a volte pretendono anche che si tolgano di dosso la maglia.
Politica, violenza e tensioni con le autorità
La parola ultras in Italia, è stata fin da subito o quasi, associata alla violenza e all’estrema destra. Per capire le motivazioni di ciò bisogna tornare a quando il tifo organizzato nacque.
Il 68’ è un anno che segna un momento difficile per l’Italia, terrorizzata dal terrorismo politico nei cosidetti anni di piombo. Inizialmente erano presenti diverse curve più vicine alla sinistra estrema (vedi Fedayn Roma, citati prima), salvo poi diminuire col tempo, lasciando spazio all’estremismo nero.
Ma perché? Semplice: la mentalità ultras condivide comportamenti e ideali più vicini ai conservatori. In un calcio sempre più moderno, con nuove regole, tecnologie e governato dai soldi, le curve auspicano un ritorno al calcio della gente.
Spiccano, per schieramento, i tifosi di Lazio e Hellas Verona, che più volte sono stati multati e squalificati per messaggi razzisti o antisemiti.
Mente per vicende negative non possiamo non menzionare i drughi, storici tifosi juventini connessi che con la scusa di fare pronostici calcio oggi, in realtà truccava le partite ed erano attivamente coinvolti in Calciopoli.
Negli anni ‘90 erano molto frequenti gli scontro tra tifoserie e con le forze dell’ordine schierate per il mantenimento dell’ordine pubblico.
Il dibattito pubblico e le misure per regolamentare il fenomeno
Il cittadino italiano medio non ha simpatia per gli ultras. Anche gli appassionati di calcio si trovano in disaccordo con la violenza che promuovono alcuni gruppi nelle curve.
Inoltre ad oggi, le autorità, grazie a telecamere e alla modernità dei sistemi di comunicazione riesce a intercettare prima eventuali agguati o scontri tra tifoserie.
La questura dispone il DASPO per i tifosi che si macchiano di colpe gravi e spesso scorta i tifosi ospiti dal momento in cui entrano nella città in cui si giocherà il match fino all’ingresso allo stadio.
In alcuni casi vengono prese misure eccezionali per punire i tifosi, come la disposizione di una squalifica per un intero settore o il divieto di trasferta. In altri casi, più estremi, come nel caso dei tifosi della Roma, il prefetto ha disposto la divisione della storica Curva Sud in tre settori, per poter controllare meglio i tifosi.
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