Ogni estate, puntuali come un appuntamento atteso, le suore calasanziane arrivano a Limone Piemonte con i bambini delle loro case famiglia romane. Un mese di vacanza nella colonia del paese, “una casetta che utilizziamo solo per i nostri bambini”, racconta suor Tiziana, che guida il gruppo. Quest’anno sono arrivati in 25, dai più piccoli – uno aveva appena undici mesi – fino ai più grandi, quattordicenni provenienti anche dalla Puglia.
Le religiose, che a Roma da oltre un secolo si occupano di accoglienza di minori con difficoltà sociali attraverso scuole paritarie e comunità, hanno trovato in Limone un punto di riferimento estivo insostituibile. “Il paese è estremamente accogliente con noi – spiega suor Tiziana –. Non è solo una rete di amicizie, ma qualcosa di più: c’è una grande sensibilità sociale. I nostri bambini qui sono riconosciuti, sorrisi e legami che durano nel tempo. Ogni estate ritrovano gli stessi amici e le stesse famiglie, ed è bellissimo”.
Quest’anno, tra le giornate in montagna e i giochi in paese, si è aggiunto anche un pranzo speciale al ristorante White, locale rinomato nel cuore di Limone. L’incontro è nato in modo del tutto spontaneo: “Il proprietario è venuto a trovarci, ha chiesto di conoscerci e ci ha invitato a pranzo. Non sapevamo nemmeno chi fosse o quale fosse il ristorante, ma è stato un gesto bellissimo. I bambini sono stati bravissimi a tavola e tutti si sono divertiti”, racconta ancora suor Tiziana.
Al pranzo era presente anche il sindaco Massimo Riberi, che conosce da anni la comunità calasanziana. “Il legame con lui e con tante famiglie di Limone è un legame fraterno, sincero, senza secondi fini – sottolinea suor Tiziana –. Qui respiriamo davvero accoglienza e calore”.