Curiosità - 01 settembre 2025, 18:03

Le suore calasanziane in vacanza a Limone con i loro bambini: “Qui troviamo accoglienza e calore”

Da oltre vent’anni il paese ospita le case famiglia di Roma: quest’estate anche un pranzo speciale al ristorante White, insieme al sindaco Massimo Riberi

Il sindaco Riberi ed il proprietario del White insieme con le suore calasanziane

Ogni estate, puntuali come un appuntamento atteso, le suore calasanziane arrivano a Limone Piemonte con i bambini delle loro case famiglia romane. Un mese di vacanza nella colonia del paese, “una casetta che utilizziamo solo per i nostri bambini”, racconta suor Tiziana, che guida il gruppo. Quest’anno sono arrivati in 25, dai più piccoli – uno aveva appena undici mesi – fino ai più grandi, quattordicenni provenienti anche dalla Puglia.

Le religiose, che a Roma da oltre un secolo si occupano di accoglienza di minori con difficoltà sociali attraverso scuole paritarie e comunità, hanno trovato in Limone un punto di riferimento estivo insostituibile. “Il paese è estremamente accogliente con noi – spiega suor Tiziana –. Non è solo una rete di amicizie, ma qualcosa di più: c’è una grande sensibilità sociale. I nostri bambini qui sono riconosciuti, sorrisi e legami che durano nel tempo. Ogni estate ritrovano gli stessi amici e le stesse famiglie, ed è bellissimo”.

Quest’anno, tra le giornate in montagna e i giochi in paese, si è aggiunto anche un pranzo speciale al ristorante White, locale rinomato nel cuore di Limone. L’incontro è nato in modo del tutto spontaneo: “Il proprietario è venuto a trovarci, ha chiesto di conoscerci e ci ha invitato a pranzo. Non sapevamo nemmeno chi fosse o quale fosse il ristorante, ma è stato un gesto bellissimo. I bambini sono stati bravissimi a tavola e tutti si sono divertiti”, racconta ancora suor Tiziana.

Al pranzo era presente anche il sindaco Massimo Riberi, che conosce da anni la comunità calasanziana. “Il legame con lui e con tante famiglie di Limone è un legame fraterno, sincero, senza secondi fini – sottolinea suor Tiziana –. Qui respiriamo davvero accoglienza e calore”.

Cesare Mandrile