La Giunta comunale ha determinato il nuovo schema di gestione del Museo del Tartufo, deliberando uno schema di manifestazione per l’individuazione di un nuovo gestore della struttura.
Attualmente il Museo è aperto tutto l’anno per nove ore al giorno, la nuova gestione potrebbe arrivare ad aprire per solo 200 giorni annui per 6 ore di lavoro: a conti fatti si passa da 3.200 ore di apertura a 1.200. La cancellazione di 2.000 ore di lavoro all’anno è l’equivalente del contratto a tempo pieno di una persona.
Attualmente il servizio di accoglienza, pulizia e vigilanza promuove l’inserimento lavorativo e la promozione dell’autonomia personale di soggetti in condizioni di fragilità e rischio marginalità.
Emanuele Bolla, consigliere comunale, commenta: “Sono scandalizzato dall’idea che si possa tagliare il lavoro di persone fragili che oggi lavorano al Museo, in un contesto assolutamente accogliente che valorizza le persone, a prescindere delle condizioni di fragilità individuale. Con questa delibera si vuole cancellare un modello gestionale che dava lavoro a persone in condizioni di marginalità, in un progetto di cui la città dovrebbe essere fiera. L’amministrazione, con un blitz di agosto, taglia di 2.000 ore gli orari minimi di apertura e mette a rischio un posto di lavoro, che vale la dignità di una persona. Chiedo al Sindaco: il taglio di qualche migliaio di euro di spesa vale il rischio della perdita del posto di lavoro di una persona fragile? L’amministrazione deve sospendere questa delibera scellerata e deve mettere in sicurezza questo posto di lavoro. Con 9,4 milioni di euro di avanzo di bilancio Alba non ha bisogno di tagliare posti di lavoro, che tra l’altro sono già finanziati nel bilancio previsionale per i prossimi anni”.
A fronte dell’approvazione della delibera, dovrà ora essere espletata la procedura della manifestazione di interesse a cui seguiranno gli affidamenti della nuova gestione.
Emanuele Bolla, insieme ai colleghi di minoranza, ha chiesto la convocazione di una commissione consiliare e propone: “Si sospenda la pubblicazione della manifestazione di interesse e si metta in sicurezza questo posto di lavoro con previsioni chiare nel bando”.













