Scuole e corsi - 04 settembre 2025, 12:39

LA SCUOLA CHE RIPARTE / L’Istituto “Cillario” di Alba apre il nuovo anno tra Erasmus+ e corsi serali

La dirigente Paola Boggetto: “A Cortemilia daremo vita a un laboratorio permanente di ricerca, sperimentazione e innovazione didattica strettamente connesso al mondo del lavoro e al contesto locale”

Sei studenti dell'Istituto "Cillario" partiti lunedì 1 settembre 2025 per Valencia (tirocinio in azienda Erasmus+, in collaborazione con Apro Formazione)

Per l’Istituto di Istruzione Superiore Piera Cillario Ferrero, settembre non è solo il mese della riapertura, ma il momento in cui prendono forma progetti, partenze, nuovi orizzonti. Una scuola che guarda all’Europa e al territorio, ai giovani e agli adulti, mantenendo al centro la qualità della formazione e il valore dell’inclusione. Lo dimostrano i progetti Erasmus+ già attivi, le mobilità internazionali in corso e il consolidamento dei corsi serali per adulti e lavoratori.

Ne parliamo con la dirigente scolastica Paola Boggetto, che ci racconta con entusiasmo le novità dell’anno scolastico 2025/2026.

Preside, il vostro istituto è uno dei pochi sul territorio a offrire corsi serali per adulti. Che numeri registrate quest’anno?
Siamo molto soddisfatti: quest’anno le iscrizioni sono stabili e si attestano attorno ai 20 studenti per ciascuna classe, distribuiti sui tre segmenti del percorso formativo, nei due indirizzi Commerciale-Turistico e Socio-Sanitario. È un risultato che conferma l’importanza di questa proposta per chi desidera completare gli studi, cambiare settore o riqualificarsi, conciliando formazione e impegni di vita. Questi corsi serali non rappresentano solo un’opportunità personale, ma anche un ponte per l’inclusione sociale e lavorativa, specialmente per chi arriva da percorsi di vita complessi”.

L’esperienza Erasmus+ coinvolge anche i corsisti adulti?
Sì, ed è una delle novità più significative dello scorso anno: abbiamo attivato progetti Erasmus+ anche per i corsisti serali, oltre che per gli studenti dei corsi diurni e per i docenti.
La possibilità di vivere un’esperienza di mobilità internazionale, anche solo per brevi periodi, permette di confrontarsi con altri sistemi scolastici, migliorare le competenze linguistiche e acquisire strumenti più competitivi per il mondo del lavoro. Per molti adulti, è anche una prima vera occasione di “viaggio professionale” all’estero, e l’impatto può essere davvero trasformativo”.

Settembre è il mese delle partenze anche per i progetti europei. Quante mobilità avete in programma?
Dopo le 147 mobilità realizzate lo scorso anno – senza alcun costo per le famiglie – siamo ripartiti con grande slancio: 45 studenti sono già in partenza o partiranno nelle prossime settimane. I primi a partire sono stati 5 studenti diretti in Francia grazie al progetto Trans’Alp, e 6 ragazzi per Valencia per un tirocinio in azienda, nell’ambito di un Erasmus+ coordinato da APRO Formazione, con cui collaboriamo da anni.
A metà mese partiranno quattro studenti per l’Austria, undici per l’Irlanda e quattro di nuovo per Valencia, grazie al progetto Erasmus+ “ImaginEU – Immagina il tuo futuro!”
Inoltre, per la prima volta abbiamo attivato quattro mobilità della durata di tre mesi per neodiplomati: una vera scommessa organizzativa, ma anche un’opportunità concreta per chi è appena uscito da scuola e cerca un primo contatto con il mondo del lavoro.
A fine mese, 15 studenti voleranno in Danimarca per seguire un corso intensivo di pasticceria di due settimane, finanziato da fondi PNRR Erasmus+.

Un lavoro impegnativo, anche dal punto di vista gestionale. Cosa vi spinge a portarlo avanti con tanta energia?
Trovare i finanziamenti, organizzare le partenze, curare i rapporti con le scuole partner e le aziende all’estero è sicuramente complesso. Ma per noi è una priorità educativa, che risponde alla missione stessa dell’istruzione professionale: dare ai ragazzi strumenti reali per costruire il proprio futuro.
La mobilità internazionale non è un lusso. È un allenamento pratico e relazionale che permette di crescere, di mettersi alla prova, di portare a casa competenze tecniche e trasversali. Soprattutto, è un modo per credere in se stessi.

Qual è il filo rosso che tiene insieme la vostra proposta formativa?
Credo che al Cillario Ferrero ci sia una forte identità: una scuola radicata nel territorio ma aperta al mondo, capace di dialogare con le esigenze delle imprese e dei servizi locali, ma anche di proiettare i ragazzi verso esperienze internazionali.
Lavoriamo ogni giorno per garantire pari opportunità, valorizzare i talenti, accogliere chi ha bisogno di una seconda possibilità. E tutto questo si fa solo con una grande squadra: i docenti, il personale, i tutor Erasmus, e naturalmente i nostri studenti e corsisti”.

Quali sono le sfide principali che il vostro istituto si pone per l’anno scolastico 2025/2026?
Sono diverse, e tutte molto impegnative. La prima riguarda la costituzione di nuove filiere formative tecnologiche professionali, con l’obiettivo di attivare – in sinergia con realtà del territorio – due percorsi 4+2 previsti dalla nuova Riforma degli istituti tecnico-professionali.

In particolare, stiamo lavorando per avviare un percorso legato all’Indirizzo Enogastronomico con sede a Neive e un percorso sull’Indirizzo Gestione delle acque e risanamento ambientale.

Proprio in questi giorni siamo impegnati a incontrare i possibili partner – istituzioni formative accreditate dalla Regione Piemonte, ITS Academy, Politecnico e Università, oltre a imprese del territorio – con l’obiettivo di fare sistema e garantire agli studenti sia il successo formativo, sia una risposta concreta ai fabbisogni professionali locali.

Un’altra sfida importante è la realizzazione del Patto educativo di comunità, che vedrà la nostra scuola come capofila. Si tratta di un’intesa sottoscritta con famiglie, enti locali, aziende, altre scuole e vari attori del territorio. Lo scopo è arrivare a una visione condivisa e partecipata su un progetto organizzativo, pedagogico e didattico capace di valorizzare le specificità del territorio e le opportunità che esso offre, anche attraverso strumenti innovativi come le app per parlare inglese, che possono diventare un supporto concreto e stimolante per l’apprendimento dei più giovani.

Infine, a Cortemilia daremo vita a un laboratorio permanente di ricerca, sperimentazione e innovazione didattica, strettamente connesso al mondo del lavoro e al contesto locale. Questo laboratorio sarà realizzato all’interno di un’importante azienda del territorio, la Brovind, e verrà utilizzato anche dai nostri studenti settimanalmente, in orario scolastico. È una sfida ambiziosa, che punta a rafforzare il legame tra scuola e imprese, aprendo spazi reali di formazione sul campo”.

Una foto di repertorio degli studenti neodiplomati del corso serale

Gabriella Fazio