Con un post Instagram e alcune storie su Fb il giovane braidese Abderrahmane Amajou, ex consigliere comunale di Bra in attesa di partire verso Gaza su un’imbarcazione della Global Sumud Flotilla, ha raccontato la notizia dell’attacco ad un convoglio avvenuto la notte scorsa in acque tunisine.
Pare che sia stata colpita con un drone l’imbarcazione battente bandiera portoghese con a bordo Greta Thunberg, anche se il Ministero dell’Interno tunisino ha parlato di un incendio a bordo.
Abderrahmane Amajou presidente di ActionAid International Italia ETS, ha scritto nel post:
“Ragazze! Ragazzi!!! è successo. È successo ancora prima di iniziare il viaggio in acque internazionali. È un atto intimidatorio perché la missione umanitaria venga interrotta. È un atto criminale. Hanno colpito in territorio tunisino una barca battente bandiera portoghese! La missione ha bisogno ancora di più della forza dei cittadini. Noi non molliamo! Io mi auguro che si vada avanti convinti di essere nel giusto. Il diritto internazionale deve essere ancora il nostro faro!!!
I governi europei devono condannare. Devono mandare le navi militari ad accompagnare la missione umanitaria almeno in acque internazionali. Se hanno a cuore i loro cittadini, lo facciano!”
Le motivazioni alla partecipazione a questa missione internazionale Amajou le ha spiegate alcuni giorni fa in uno scritto che ci ha fatto pervenire:
“Siamo una Delegazioni di 44 paesi impegnate a salpare per Gaza nell'ambito della più grande missione marittima per rompere l'assedio illegale di Israele.
Questa azione è legale secondo il diritto internazionale. Il blocco di Gaza da parte dell'occupazione israeliana costituisce una punizione collettiva, una violazione delle Convenzioni di Ginevra.
Le imbarcazioni civili che trasportano aiuti umanitari o che partecipano a proteste pacifiche in acque internazionali sono protette dal diritto marittimo.
La Global Sumud Flotilla è una flotta coordinata e non violenta, composta per lo più da piccole imbarcazioni che salpano dai porti del Mediterraneo per rompere l'assedio illegale imposto dall'occupazione israeliana a Gaza.
L'occupazione israeliana impone un assedio totale – via terra, via mare e via aria – isolando deliberatamente Gaza dal mondo esterno. Le vie di comunicazione via terra sono completamente bloccate o soggette a stretto controllo da parte delle Forze di Occupazione Israeliane e della Gaza Humanitarian Foundation (GHF), sostenuta dagli Stati Uniti. Gli aiuti vengono spesso ritardati, limitati o trasformati in trappole mortali. Via mare, aggiriamo questi sistemi e affrontiamo il blocco frontalmente. Queste imbarcazioni non trasportano solo aiuti; portano un messaggio: l'assedio deve finire”.
Il momento della partenza di Amajou è incerto, come ci ha scritto in un messaggio. Da Tunisi il convoglio dovrebbe riprendere il viaggio domani, mercoledì 10 settembre, e la sua imbarcazione dovrebbe aggregarsi, facendo rotta su Gaza.
Seguiranno aggiornamenti.















