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Al Direttore | 11 settembre 2025, 19:08

"Perchè non omaggiare la memoria del generale Dalla Chiesa con un cartello all'ingresso di Saluzzo?"

E' la proposta di un nostro lettore sulla scorta di quanto adottato in altre città

"Perchè non omaggiare la memoria del generale Dalla Chiesa con un cartello all'ingresso di Saluzzo?"

Riceviamo e pubblichiamo la riflessione e proposta lanciata nostro tramite da un lettore, per l'installazione di un cartello "Paese natale del generale Dalla Chiesa" all'ingresso della città di Saluzzo.

Come è noto, il 3 settembre 1982, perdevano la vita il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e sua moglie, Sorella Manuela Setti Carraro (infermiera volontaria della Croce Rossa Italiana) e l’agente di scorta Domenico Russo.

Incuriosito dal percorso del Generale, e secondo Wikipedia (ritengo la fonte attendibile) si legge che Saluzzo diede i natali a Dalla Chiesa.

Viaggiando per l’Italia, vi era l’abitudine, all’ingresso di ogni città, di porre un cartello con la scritta “paese natale di …..”, e mi sono chiesto, perché a Saluzzo non vi sia un cartello che ne perpetui la memoria, o un murales con la sua immagine (penso a quelli di Falcone e Borsellino, o il più recente di Piero Angela, solo per citarne alcuni), al contrario di Cuneo, dove cartelli che ricordano Duccio Galimberti esistono.

In una nazione, che il giornalista Ugo Ojetti, parlando ad un giovane Indro Montanelli, disse “ ma tu non hai ancora capito? L’Italia è un paese di contemporanei, senza antenati né posteri, perché priva di memoria”, mi rendo conto che è la verità, in un paese dove si idolatrano certi personaggi, che di valori ne hanno ben pochi, mentre uomini della caratura di Dalla Chiesa e Setti Carraro, vengono messi nel cassetto dei ricordi, specialmente per le giovani generazioni.

In una provincia che, è stata insignita, di varie medaglie al valore, fino all’onore di aver avuto il primo presidente della Repubblica, credo che sia necessario attivare quei mezzi, per far conoscere ad un pubblico più vasto, la vita e il sacrificio, di persone che hanno reso un servizio encomiabile al nostro paese.

Concludo, questa lettera, con una frase del Gen. C.A. Dalla Chiesa “ certe cose non si fanno per coraggio, si fanno solo per guardare più serenamente negli occhi i propri figli e i figli dei nostri figli”.

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