Ad Alba l’anno sociale si apre con un appuntamento che vuole diventare tradizione. Mercoledì 17 settembre, alle 17.30 nella Sala Beppe Fenoglio del Cortile della Maddalena, il Consorzio socio-assistenziale Alba Langhe e Roero e l’Assessorato comunale alle Politiche sociali propongono “L’anno che verrà”, un incontro di confronto e programmazione. Tra i protagonisti ci sarà Gianfranco Bordone, presidente del Consorzio e docente universitario, che insieme a Giorgio Merlo ha appena pubblicato per Carocci Guida alla programmazione sociale – Teorie, pratiche, contesti. Con lui abbiamo cercato di capire quali sono le finalità di questa iniziativa e le sfide del welfare locale.
Partiamo dal libro: come nasce e a chi si rivolge?
"Il volume è nato come testo universitario per l’esame di programmazione e gestione dei servizi sociali all’Università di Torino. Però, avendo alle spalle una lunga esperienza professionale in questo campo, io e il collega Giorgio Merlo abbiamo scelto un taglio che andasse oltre l’accademia. Volevamo uno strumento utile anche agli operatori che già lavorano sul campo, capace di sistematizzare idee e percorsi. Il cuore della programmazione sociale è trasformare ipotesi di intervento in azioni concrete: questo libro vuole essere una bussola per orientarsi tra trasformazioni del welfare, problemi sociali, enti pubblici e privati che operano nel settore".
Avete collegato il libro anche a un sito di approfondimento. Perché questa scelta?
"Perché il mondo del welfare cambia continuamente. Un manuale rischia di diventare statico: così abbiamo creato un portale con 250-300 schede di approfondimento, consultabili liberamente, che integrano il testo. Il libro rimanda a questi materiali e permette di restare aggiornati. Inoltre abbiamo arricchito il lavoro con suggestioni tratte dal mondo dell’arte: immagini che aiutano a fissare concetti complessi attraverso una dimensione visiva e simbolica".
L’incontro di Alba non vuole essere solo una presentazione, ma un momento di confronto. Qual è lo spirito con cui è stato pensato?
"La funzione del libro dentro l’incontro è soprattutto metodologica: aiutare a tirare le fila e dare un ordine. Vogliamo sederci intorno a un tavolo con associazioni ed enti del territorio e chiederci quali sono le sfide più importanti del prossimo anno. È un po’ come l’occhio della mosca: tante faccette che unite permettono di percepire il movimento. Da soli non si arriva lontano: né istituzioni, né privato sociale, né cooperative possono bastare. Per questo serve mettere insieme i diversi punti di vista e costruire un percorso comune".
Entrando nel merito, quali sono oggi le criticità principali che vede dal suo osservatorio?
"Una delle più gravi è l’emergenza abitativa. Sempre più persone faticano a trovare una sistemazione adeguata. È un problema complesso, che riguarda l’autonomia delle persone e coinvolge più attori oltre al Consorzio. Nel nostro territorio pesa anche l’uso turistico degli alloggi, che riduce ulteriormente la disponibilità. Servono soluzioni flessibili, anche transitorie".
E sul fronte educativo e familiare?
"C’è un problema crescente di fragilità tra minori e adolescenti, con assenza educativa, difficoltà delle famiglie e situazioni di disagio sempre più frequenti. Non è una peculiarità solo nostra, ma un fenomeno diffuso che interpella direttamente i servizi sociali. A questo si aggiunge il tema dell’invecchiamento della popolazione: qui la priorità è mantenere il più possibile le persone autonome nelle loro case, investendo su servizi domiciliari e modelli innovativi di coabitazione. Ci sono esperienze interessanti, ma la domanda cresce più velocemente delle risorse".
Il nodo delle risorse resta centrale?
"Sì, purtroppo è un problema strutturale. I trasferimenti statali e regionali arrivano spesso in ritardo e i Comuni fanno sempre più fatica a garantire le quote di competenza. Noi cerchiamo di rendere la gestione il più efficiente possibile, ma la pressione aumenta di anno in anno. È una sfida che si ripropone costantemente".
Guardando avanti, cosa si aspetta da questo appuntamento e dai prossimi mesi?
"Quello del 17 settembre vuole essere solo un primo passo. Vogliamo avviare una tradizione: ogni anno, all’inizio dell’anno sociale, ritrovarci per condividere strategie e prospettive. Nel 2026 il Consorzio compirà 25 anni: speriamo di celebrare l’anniversario con iniziative che rafforzino il dialogo con il territorio e con chi vi lavora ogni giorno".