Politica - 14 settembre 2025, 11:00

Icardi e la Lega vogliono tornare ad avere un ruolo da protagonisti nella Sanità, a partire dal Cuneese

Sui nuovi ospedali e sul Piano socio sanitario l’ex assessore regionale, ora presidente della Commissione Sanità, rivendica paternità “politiche” che non intende cedere ad altri. In corso un duello, nemmeno troppo sotto traccia, con l’attuale assessore Riboldi (Fratelli d’Italia)

Icardi e la Lega vogliono tornare ad avere un ruolo da  protagonisti nella Sanità, a partire dal Cuneese

È risaputo che nella scorsa legislatura regionale i rapporti tra il presidente Alberto Cirio e l’allora assessore regionale alla Sanità, Luigi Genesio Icardi (Lega) non erano stati idilliaci.

In alcuni momenti - specie durante la pandemia - la tensioni avevano raggiunto livelli da far pensare ad una rottura che avrebbe potuto sfociare in una sfiducia.

Acqua passata. Oggi i rapporti si sono rasserenati e - a dimostrazione della ritrovata pacificazione tra i due - il fatto che giovedì a Savigliano Cirio lo ha voluto al suo fianco durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo ospedale del quadrante Nord-Ovest.

Nei corridoi della Regione si parla di Icardi come di “secondo assessore alla Sanità”, segno evidente che il suo ruolo di presidente della IV Commissione (Sanità) – complice anche alcuni passi falsi del suo successore, Federico Riboldi (Fratelli d’Italia) - è rilevante.

Una quindicina di giorni fa, al raduno della Lega di Pian del Re, Icardi aveva ribadito con orgoglio il ruolo suo e del suo partito in ambito sanitario, ricordando anche – fatto mai reso pubblicamente noto - che per un anno era stato sotto scorta a seguito delle pesanti minacce ricevute.

Il Piano edilizio sanitario lo abbiamo fatto noi. Loro – aveva detto alle sorgenti del Po rivolto a Fratelli d’Italia – lo stanno portando avanti. Il nuovo Piano socio sanitario regionale rappresenta un passaggio cruciale e noi faremo sentire la nostra voce. Non vogliamo la chiusura degli ambulatori di montagna e dei Pronto Soccorso nei piccoli ospedali. Se qualcuno lo pensa, se lo deve scordare perché la Lega – aveva aggiunto con l’enfasi che la circostanza richiedeva – è e resta il sindacato del Nord”.

A Savigliano, giovedì, il suo intervento è stato più tecnico ed istituzionale. 

Ha ricordato le ragioni che hanno portato alla scelta del nuovo ospedale “perché gli ospedali di Saluzzo e Savigliano erano vetusti e una nuova struttura, per quanto costosa, offre vantaggi sotto molteplici aspetti e lo proietta avanti negli anni”.

Icardi ha rivendicato la primogenitura, che il presidente Cirio gli ha pubblicamente riconosciuto. 

Sotto il profilo politico-partitico una sorta di “pax langhetta” sancita sul palco di Savigliano.

Se non pace vera, questo gesto potrà comunque essere consegnato agli Annales della Granda almeno come “armistizio della Crusà Neira”. 

Nel braccio di ferro sul Piano socio sanitario, la cui discussione sta entrando nel vivo, non è escluso che la Lega, pur di far valere le sue ragioni e per non soccombere a Fratelli d’Italia, provi a giocare di sponda con le opposizioni, che – come si è visto - sul tema stanno già alzando le barricate.

C’è poi la partita cuneese, quanto mai spinosa, che la Lega vuole giocare da attore protagonista.

Dopo Savigliano resta aperto il caso Santa Croce-Carle, su cui la Lega – Tar permettendo - proverà ad uscire dall’impasse dopo la fallita esperienza del project financing.

Affidata la guida di Amos, l’importanza società di servizi sanitari, a Carla Chiapello, la prossima mossa – c’è da scommetterci – sarà la nomina del nuovo direttore dell’Aso.

Non è un caso che negli ambienti politico-sanitari stia circolando da qualche giorno il nome di Fabio Aimar, uomo che proprio Icardi aveva voluto alla direzione regionale della Sanità, ma col quale c’erano poi state frizioni che avevano portato alle sue dimissioni.

Così come si sono rasserenati i rapporti con Cirio, anche con Aimar sembra far capolino l’arcobaleno.

È lui l’uomo a cui la Lega guarda con attenzione per la direzione dell’Aso Santa Croce-Carle di Cuneo, quando – entro fine anno – Livio Tranchida mollerà definitivamente gli ormeggi da Cuneo.

Che poi la partita si concluda secondo i desiderata dalla Lega è altro paio di maniche. 

I Fratelli, che stanno fiutando l’aria, non mancheranno di adottare le loro contromisure.

Giampaolo Testa

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