Attualità - 22 settembre 2025, 07:30

Sciopero generale per Gaza oggi 22 settembre: a Cuneo la protesta è in piazza Europa

Appuntamento alle 10 per un presidio organizzato dall'Assemblea autoconvocata per la Palestina. A rischio scuola e trasporti

Dopo l’agitazione del 19 settembre scorso, scatta la seconda giornata di protesta nazionale indetta da Usb e dai sindacati di base (Cub, Adl, Sgb).

Oggi 22 settembre è sciopero generale: coinvolti tutti i settori pubblici e privati per l’intera giornata lavorativa. 

La protesta è stata indetta “contro il Genocidio in Palestina e la fornitura di armi ad Israele” ma anche contro “l’economia di guerra e l’aumento delle spese militari” e “lo sfruttamento sul lavoro”. Lo sciopero, oltre a interessare i settori scolastici, dell'istruzione e della ricerca, coinvolgerà gran parte del comparto dei trasporti.

Tra le piazze che in tutta Italia aderiranno allo sciopero, non manca Cuneo. 

Alle 10 è infatti previsto un presidio in piazza Europa, convocato dall’Assemblea autoconvocata per la Palestina in contemporanea con lo sciopero generale proclamato dal sindacato in tutta Itali

Questo l'appello diffuso dall'Assemblea: 

Siamo in un contesto drammatico segnato dal genocidio palestinese in corso e da un'escalation bellica senza precedenti.
Il popolo palestinese è vittima di un'operazione di sterminio esplicitamente denunciata anche dall’ONU, ripresa in diretta e trasmessa da tutti i media, un'operazione che vede la complicità di tutti i governi occidentali, compreso il nostro. Ora l’esercito israeliano entra a Gaza City, preannunciando la soluzione finale della questione.
Nel frattempo, la guerra in Ucraina rischia di innescare scenari impensabili fino a poco tempo fa e difficilmente controllabili, così come nel resto del mondo gli scenari bellici si moltiplicano. Tutto ciò incide sulle nostre coscienze e sulle nostre vite. 
Le scelte della UE e del nostro governo, all’interno della cornice della NATO, non vanno nella direzione della pace, ma alimentano i venti di guerra, anche attraverso l’aumento delle spese militari e i conseguenti tagli all’istruzione e allo stato sociale. Sono politiche scellerate e senza futuro, che rispondono solo agli interessi di pochi, alla crescita dei profitti dell’apparato industriale militare, a scapito del bene comune, degli equilibri naturali del pianeta, della nostra capacità di restare umani.
Restare in silenzio ora significherebbe essere complici ed è perciò che sosteniamo tutte le iniziative contro la guerra, la militarizzazione della scuola e della società, volte a promuovere una cultura di pace e ispirate ai valori della Costituzione nata dalla Resistenza antifascista. Sosteniamo l’iniziativa della Global Sumud Flotilla, così come la precedente Freedom Flotilla, volte a costruire un corridoio umanitario verso la popolazione di Gaza, invitando a esercitare il diritto di parlare a scuola e in tutti i luoghi di lavoro di quanto sta accadendo nel mondo che ci circonda.
Chiediamo con forza che siano interrotti i legami del nostro Paese con Israele a ogni livello, dalle collaborazioni scientifiche ed economiche agli accordi con università israeliane. Il problema non è solo il criminale governo Netanyahu, ma l’occupazione coloniale e l’apartheid dei palestinesi messe in atto da decenni da Israele. 
Non è il momento di restare in silenzio, a partire da noi docenti e studenti, che viviamo la scuola come istituzione e spazio di democrazia da difendere; costruiamo insieme un percorso di mobilitazione unitaria per fermare la barbarie e costruire un'alternativa possibile e necessaria.

redazione