Ci sono vite che si spezzano per un istante e poi ripartono, diverse ma più consapevoli. Quella di Gabriele, dodici anni, è una di queste. Un sabato di maggio, durante un torneo giovanile a Ceva, il suo cuore si è fermato. A riaccenderlo è stato Gianni Spinosa (con lui nella foto sotto), allenatore del Dogliani e volontario del 118, che gli ha praticato le prime manovre e utilizzato il defibrillatore presente sul campo.
Oggi Gabriele vive a Guarene, frequenta la seconda media a Mussotto e porta nel corpo un defibrillatore sottocutaneo, segno di una fragilità scoperta solo dopo quel giorno. Ma nella voce della madre, Sara Revello, c’è la forza di chi ha deciso di non fermarsi al dolore. “Nella sfortuna siamo stati fortunatissimi” dice. “Abbiamo sentito la necessità di trasformare quel momento terribile in qualcosa di utile per gli altri. Se anche una sola persona, ascoltando la nostra storia, decidesse di iscriversi a un corso di primo soccorso o di uso del defibrillatore, sarebbe un piccolo grande traguardo.”
La famiglia Revello ha ricevuto centinaia di messaggi di affetto. “Durante i giorni del ricovero a Torino e nei mesi successivi abbiamo sentito una vicinanza incredibile, anche da chi non conoscevamo. Altre squadre ci hanno scritto, persone incontrate per strada ci chiedevano notizie. Da mamma, vedere quella solidarietà è stato commovente.”
Da quel sentimento è nato un percorso di sensibilizzazione che si sta allargando. “Un’associazione di Dogliani organizzerà un corso e ci ha chiesto di portare la nostra testimonianza” racconta Sara. “Anche il Comune di Alba ha in programma due serate dedicate al primo soccorso e all’uso del defibrillatore. Mi piace pensare che qualcosa si stia muovendo grazie a Gabriele.”
Nei giorni scorsi, la famiglia ha lanciato un appello pubblico per ricostruire quei momenti e trasformarli in un messaggio condiviso. “Mio figlio mi ha chiesto più volte se esistessero filmati o foto di quando è stato soccorso. Vorremmo raccogliere quel materiale per diffondere l’importanza del messaggio cardiaco e dell’intervento tempestivo con il defibrillatore”, spiega Sara Revello. “Magari qualcuno potrà essere ispirato dalla storia di Gianni, che è anche volontario soccorritore, e avvicinarsi a un corso BLSD o al mondo del volontariato. So che qualcuno lo ha già fatto, e sono orgogliosa di ciò che si sta mettendo in moto.”
Sara era già volontaria del 118, ma oggi ogni gesto ha un significato nuovo. “Da mamma, è tutto diverso. Adesso che sono stata toccata più da vicino, sento ancora di più quanto sia importante agire e formarsi. Anche Gabriele, pur con le sue fatiche, è contento se qualcuno prende spunto da quello che è successo a lui.”