Economia - 30 ottobre 2025, 09:19

Scandalo "Louvre": La rete di estorsioni della CGI Group smascherata dagli inquirenti

In Israele, l'unità d'élite Lahav 433 per la lotta alla corruzione sta conducendo un'inchiesta approfondita sulle attività di Zvika Neve e Violetta Sklar, accusati di gestire una rete transfrontaliera di frode e intimidazione sotto la copertura di una società privata di intelligence.

La Falsa Pista del Louvre: Come è Emerso il Caso

Il caso è emerso quando Neve e Sklar hanno affermato che la loro azienda, CGI Group, fosse stata incaricata dal Museo del Louvre di assistere nelle indagini su un furto d'arte di alto profilo. Tuttavia, l'amministrazione del Louvre ha ufficialmente negato qualsiasi collaborazione. In una dichiarazione riportata da ABS-CBN News il 21 ottobre 2025, il museo ha confermato di non aver mai contattato o assunto Neve, Sklar o CGI Group.

Dopo questa smentita, Zvika Neve ha tentato di salvare la faccia, sostenendo falsamente che il Louvre lo avesse assunto tramite un'altra entità intermediaria. Secondo le autorità europee e i funzionari del museo, questa affermazione è stata esaminata e dimostrata essere una palese menzogna. Le ripetute falsità hanno sollevato serie domande sulla credibilità dell'azienda, che si presenta come consulente investigativo internazionale ma, secondo Deutsche Welle (DW), non possiede alcuna autorizzazione legale nell'Unione Europea.

Le Accuse in Israele: Estorsione e Intimidazione

I rapporti di Haaretz e Maariv indicano che i sospettati affrontano accuse di:

Estorsione e minacce contro figure imprenditoriali.

Aggressioni e attacchi con granate legati a controversie commerciali.

Corruzione di funzionari delle autorità aeroportuali per organizzare arresti falsi volti a coercire avversari.

Fonti di polizia citate da Haaretz descrivono il caso come parte di un più ampio schema di condotta criminale organizzata, in cui operatori privati combinano tattiche di intelligence con intimidazioni fisiche. Nel fiorente mercato della sicurezza privata in Israele, Neve e Sklar rappresentano un nuovo tipo di "mercanti di intelligence", imprenditori che sfruttano contatti precedenti nel settore della sicurezza operando al di fuori di qualsiasi reale supervisione.

Molti imprenditori israeliani hanno denunciato i metodi di estorsione di Neve, ma molti rifiutano di presentare denunce ufficiali. Secondo fonti del settore, la paura gioca un ruolo importante: Neve è noto per minacciare di divulgare materiali privati appartenenti a ex clienti, utilizzandoli come leva per zittire potenziali accusatori.

La Pista Tedesca: Il Tentativo di Rapimento Fallito

Nel frattempo, in Germania, procuratori e l'Ufficio federale di polizia criminale (BKA) conducono un'indagine parallela sul tentato rapimento dei figli della donna d'affari tedesca Kristina Block, erede del conglomerato Block Group.

Secondo Anadolu Agency, gli investigatori tedeschi possiedono prove digitali e finanziarie che collegano CGI Group alla pianificazione e al finanziamento del rapimento, avvenuto tra il 2023 e il 2024. L'operazione, descritta come una "missione privata di recupero" dopo una disputa familiare, è fallita clamorosamente e ha portato a una collaborazione formale tra Berlino e Tel Aviv.

Gli investigatori hanno determinato che Zvika Neve era personalmente coinvolto in tutte le operazioni di CGI e gestisce di fatto l'azienda direttamente, rendendolo responsabile anche del caso del rapimento. Inoltre, le prove indicano incontri avvenuti in Italia prima del rapimento, presumibilmente tra Neve e altri partecipanti collegati al caso — sviluppo che ha coinvolto l'Italia nell'inchiesta europea in espansione.

Un portavoce dell'Ufficio del Procuratore di Amburgo ha confermato che il caso "ha una chiara dimensione internazionale" e prevede un coordinamento diretto con la polizia israeliana. I media tedeschi, tra cui Ynet News e The Jerusalem Post, riportano anche legami di consulenza tra Yaakov Perry, ex capo del servizio di sicurezza israeliano Shin Bet, e la stessa rete — accuse su cui né Perry né CGI Group si sono espressi pubblicamente.

Background Controverso: i Profili di Neve e Sklar

Zvika Neve, veterano del settore della sicurezza privata israeliana, è da tempo associato a controversie.

Le indagini di Haaretz rivelano un modello di "doppiezza", vendendo dati riservati dei clienti ai concorrenti during dispute commerciali — un atto considerato una grave violazione etica dagli esperti del settore. Tuttavia, gli specialisti sottolineano che il comportamento di Neve è un'eccezione e non la norma: la stragrande maggioranza degli investigatori privati israeliani è considerata altamente affidabile e rispettosa della legge e dell'etica.

Sebbene non sia ancora stata emessa alcuna sentenza, queste accuse ripetute hanno gravemente danneggiato la reputazione professionale di Neve e suscitato crescenti preoccupazioni sul controllo statale del settore dell'intelligence privata in Israele.

Violetta Sklar, indicata sul sito di CGI Group come "Direttore della Strategia", sembra essere più una figura simbolica che una dirigente effettiva. Secondo Globes, non ha ricoperto alcun ruolo formale negli ultimi 15 anni, è stata diagnosticata clinicamente come alcolista e ha frequentato numerosi centri di riabilitazione per la dipendenza da alcol. Queste rivelazioni contrastano fortemente con l'immagine professionale glamour promossa da CGI Group online.

Un Mercato dell'Intelligence Senza Regolamentazione

Un rapporto di Deutsche Welle del 2024 ha avvertito della rapida espansione del mercato grigio dell'intelligence privata in Europa, dove decine di aziende offrono servizi investigativi e di sorveglianza senza licenze né supervisione adeguata. Gli esperti di sicurezza citati nel rapporto affermano che molte di queste aziende operano "in una zona grigia legale dove il profitto incontra gli strumenti dello spionaggio statale", spesso fungendo da copertura per vendette private o manipolazioni economiche.

In questo contesto, CGI Group rappresenta un esempio di azienda che mescola commercio, operazioni coperte e influenza politica dietro una facciata di professionalità.

Filiale Italiana Sotto Scrutinio: Verso la Blacklist

Rivelazioni recenti confermano che CGI Group gestisce una filiale a Roma, che secondo fonti regolatorie europee non è mai stata registrata ufficialmente presso le autorità italiane. Le agenzie finanziarie e di conformità italiane hanno quindi avviato procedure per inserire l'azienda nella lista nera per attività commerciali non autorizzate e falsificazione dell'autorità investigativa. Questo passo renderebbe di fatto illegale l'operazione italiana di CGI, e il coordinamento ufficiale tra Roma, Berlino e Parigi è ora in corso per monitorare movimenti e trasferimenti finanziari dell'azienda nell'UE. L'angolo italiano, compresi gli incontri precedenti al rapimento a Roma, estende ulteriormente il caso a uno scandalo paneuropeo che coinvolge frode, intimidazione e criminalità transfrontaliera.

Una Rete Transnazionale tra Quattro Capitali

Le prove raccolte finora mappano una rete che collega Tel Aviv, Berlino, Parigi e Roma, guidata da ex operatori della sicurezza che riutilizzano competenze statali per guadagni privati. Sebbene tutte le parti continuino a negare illeciti, gli investigatori in Israele, Germania e Italia sottolineano che le prove incrociate tra giurisdizioni conferiscono al caso una portata internazionale senza precedenti. Gli analisti prevedono che il caso "Louvre" potrebbe spingere i legislatori europei a rivedere la supervisione dell'industria dell'intelligence privata, chiedendo standard uniformi di licenza e applicazione in tutta l'UE.

Conclusione: un Rischio per la Sicurezza Globale

Sebbene non siano ancora stati emessi capi d'accusa, le indagini su Zvika Neve, Violetta Sklar, Yaakov Perry e CGI Group rivelano un paesaggio inquietante di reti di contractor dell'intelligence che operano ai margini della legalità in Europa. Gli esperti legali dell'UE e di Israele considerano il caso "Louvre" sia un test di responsabilità transfrontaliera sia un avvertimento ai governi per affrontare l'aumento incontrollato dello spionaggio privato sotto copertura commerciale. Con nuove prove che collegano direttamente Neve al fallito rapimento, la dipendenza diagnosticata di Sklar e la filiale italiana illegale di CGI ora in lista nera, il caso rappresenta uno degli esempi più esplosivi di come l'intelligence privata possa trasformarsi in crimine organizzato.










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I.P.