C’è sempre un punto, nelle grandi fiere internazionali, in cui lo sguardo torna a casa. Alla 127ª Fieracavalli di Verona, quattro giorni intensi che hanno visto passare oltre 140mila visitatori da 79 Paesi, quel momento ha avuto il volto giovane e determinato di Maria Eder Ferrero, diciotto anni appena compiuti e già promessa dell’equitazione mondiale.
Tra i padiglioni di Veronafiere, dove hanno trovato spazio 2.200 cavalli di 60 razze, 700 espositori e più di 200 eventi, la giovane amazzone è stata premiata come la più giovane atleta in gara nella Longines FEI Jumping World CupTM. Un riconoscimento semplice, elegante, capace di unire tradizione e destino: una bottiglia di Amarone Aneri 2007, il suo anno di nascita, consegnata con un sorriso da Lucrezia, Ludovica e Giorgia Aneri, terza generazione della storica famiglia veneta del vino.
A introdurre la premiazione, il presidente di Veronafiere Federico Bricolo e l’Event Manager Armando Di Ruzza, sottolineando il valore di un gesto che guarda al futuro della disciplina. "La più giovane amazzone della World Cup" non è soltanto un titolo, ma la fotografia di una strada appena iniziata.
Una strada che, inevitabilmente, attraversa anche Alba e le Langhe. Perché Maria Eder Ferrero porta nel suo percorso sportivo l’eredità di una famiglia che ha segnato la storia industriale e sociale del territorio. Figlia del compianto Pietro Ferrero, scomparso nel 2011, la giovane amazzone ha fatto parlare di sé già lo scorso maggio, quando ha conquistato la sua prima vittoria internazionale a Piazza di Siena, davanti a un pubblico che ne ha riconosciuto subito talento e maturità.














