Entrando nella sala de L’Uliveto si ha l’impressione di fare un viaggio indietro nel tempo. Il clima che vi si respira è quello di un’osteria autentica: la sala è ampia, il clima vivace, i tavoli vicini, il vociare intenso. L’ambiente evoca convivialità e semplicità, mentre il cuoco si muove con attenzione tra i tavoli, spiegando i piatti e raccogliendo commenti al loro riguardo. Gli ingredienti per trascorrere una serata piacevole ci sono tutti, grazie anche ad una cucina indiscutibilmente di qualità, oltre che ancorata a un mestiere appreso con maestri di livello. Claudio Lochiatto infatti ha lavorato a lungo in locali blasonati di Torino, acquisendo tecnica e passione: da Del Cambio a Opera, da Spazio 7 a Condividere. Poi, nel 2024, la svolta: dar vita a L’Uliveto come spazio nel quale far emergere in gusti e piatti la sua identità calabrese.
La qualità dei piatti incrinata da qualche ombra.
L’alto livello della proposta complessiva dell’Uliveto è indubbio, così come lo è il suo intento di veicolare una cucina calabrese verace. E tuttavia, nell’ultima cena all’Uliveto qualche perplessità mi è rimasta e non tutti i piatti mi hanno convinto appieno. L’abbinamento tra la Figliata di bufala e prosciutto crudo di Sauris mi è sembrata azzeccata,

così come l’Insalata di calamari, equilibrata e capace di trasmettere grande freschezza.

Purtroppo leggermente fuori cottura i Maccaruna cacio e pepe alla calabrese, il cui sugo giustamente piccante mi ha però quasi costretto, terminato il piatto, a fare scarpetta.

Salsa altrettanto intrigante, connotata da una piacevole nota amarognola, per la Mezza chitarra di polpo alla Luciana che, presentata in una versione meno brodosa, avrebbe forse potuto dare davvero il meglio di sé.

Decisamente ben riuscito invece, nella giusta rosolatura esterna e nella succulenza interna, il Galletto alla diavola.

Nella norma il Tartufo di Pizzo calabro, uno dei dolci tipici della regione dello chef.

Servizio reattivo e buon rapporto qualità prezzo
Pranzare o cenare nelle sale de L’Uliveto è indiscutibilmente piacevole per la vivacità che si respira e per il clima accogliente che fa sentire in un’osteria d’antan. Il rimbombo del vociare degli avventori del locale finisce però col rendere l’ambiente davvero troppo rumoroso, cosa che non facilita certo il parlare con chi è al tavolo con voi. In compenso il servizio è attento, gentile ed estremamente reattivo. Buono il rapporto qualità/prezzo che consente di mangiare, peraltro in porzioni generose, un buon pasto a prezzi decisamente onesti. Carta dei vini con etichette interessanti, anche se a mio avviso da ampliare ulteriormente. Sicuramente un posto da provare.
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Tipologia locale: ristorante
Indirizzo: via Saluzzo 57bis/C – Torino
Telefono: +39 389 993 8771
Sito web: www.ristoranteuliveto.it
Prezzi: antipasti (7-18€), primi (15-16€), secondi (16-20€), dolci (7€), coperto (1,50€).
Servizi: piatti vegetariani, tavoli all’aperto nella bella stagione, animali ammessi.
Ultima visita (cena): ottobre 2025
Sensazioni al volo: ambiente da osteria verace, talora fin troppo rumoroso, servizio gentile e reattivo, cucina accattivante e in porzioni generose orientata da gusti calabresi, buon rapporto qualità prezzo.














