In montagna ci sono oggetti che non sono oggetti.
Sono riti, gesti, piccoli altari domestici che dicono da dove arriva la luce.

Il calendario, nelle case di valle, è sempre stato questo: un compagno appeso al chiodo buono, quello vicino alla stufa o alla porta d’ingresso. Un modo per ricordarsi che il tempo passa, sì, ma passa in un luogo preciso. Un luogo che ti appartiene. E che tu appartieni a lui.

Tra questi oggetti-radici, il calendario della Valle Maira era un appuntamento fisso. Lo si sfogliava con la stessa cura con cui si piega un fazzoletto buono: mese dopo mese, una finestra sulla valle, su com’era e su com’è diventata. Una tradizione lunga più di vent’anni che portava la firma di Bruno Rosano, uno che la valle la conosceva davvero.
Quando Bruno è mancato, quel gesto antico ha rischiato di svanire.
Questa non è solo una storia di fotografie: è la storia di un gesto salvato.
Loris Astesano, 34 anni, è uno di quelli che crescono con una valle addosso. Vive alla base della Valle Maira, a Dronero, ma in realtà porta con sé da sempre sentieri, borgate, creste illuminate all’alba.

Di professione si occupa di marketing e pubblicità per un’azienda italiana che lavora con la Francia; un lavoro da remoto, tra Dronero e Nizza, che apparentemente non c’entra nulla con la fotografia. In realtà centra eccome: Loris convive da anni con immagini, colori, grafica. Era inevitabile che un giorno, camminando, avrebbe visto la sua valle in un modo diverso.
«Ho iniziato dieci anni fa, quasi per caso. Prima giravo in moto, poi ho iniziato a camminare. Avevo una macchina fotografica. Le due cose si sono unite: prima veniva l’escursione e poi, se uscivano delle foto, bene. Adesso è quasi il contrario: cerco proprio la foto.» Se vuoi vedere qualche suo scatto lo trovi qui https://www.instagram.com/lo.a.st
La valle, da lì in avanti, non è più solo un orizzonte: diventa un linguaggio.

E la fotografia, per Loris, diventa un modo per dire cose che non saprebbe dire a parole. Una trasmissione silenziosa di pensieri e di emozioni.
Tre anni fa arriva l’occasione.
Amici, conoscenti, escursionisti gli ripetono tutti la stessa frase: “Hai così tante foto… perché non provi a fare un calendario?”
Lui ci pensa, tentenna, si dice che il calendario senza Bruno non sarebbe più lo stesso. Poi capisce che è proprio per questo che deve provarci: perché un filo, se nessuno lo tiene, si spezza.
Nasce così il nuovo calendario della Valle Maira.

Autoprodotto, autofinanziato, curato in ogni dettaglio da Loris: dalla scelta delle immagini al layout grafico, fino alla stampa.
Poi c’è la parte più concreta e più dura: uscire di casa, caricare le scatole, entrare nei negozi. «Vado negozio per negozio», dice. Ed è vero: ogni copia passa dalle sue mani.

Il primo anno stampa poche copie, convinto che ne avanzeranno. Invece finiscono a settembre. Il secondo anno va meglio.Il terzo ancora di più. Ora per qualcuno è un appuntamento fisso e per lui un modo di raccontare la Valle che ama e la sua passione per la montagna.

Oggi il calendario si trova soprattutto in Valle Maira e a Cuneo, ma anche a Saluzzo e Mondovì. E sul suo sito — lorisastesano.com — c’è persino una mappa dei punti vendita aggiornata in tempo reale e lo si può acquistare.
La scelta delle foto è la parte più lunga.

«Ne faccio tantissime, ma poi devo ridurle a venti o trenta. E tra quelle trovare le dodici giuste. Una foto per dicembre, una per agosto, una per marzo… ogni immagine ha il suo mese.»
Loris alterna laghi, creste, borgate, passi in quota e scorci meno conosciuti. Dodici mesi per dare una visione completa della Valle Maira, non solo la cartolina perfetta ma anche il dettaglio che non ti aspetti.
E, come se non bastasse, ogni pagina ha un QR code che porta sul suo sito: articoli, escursioni, laghi da vedere, percorsi consigliati.
Il calendario diventa così una porta: inizi con una foto e finisci su un sentiero. Loris è una guida e organizza workshop di fotografia. Per lui il mondo delle immagini è qualcosa di cui non può fare a meno.
«Per me la fotografia è un linguaggio», dice Loris. «Un modo per far vedere il posto in cui vivo.»

Ed è esattamente questo che si sente sfogliando il suo calendario: un dialogo silenzioso tra lui e la sua valle. Un modo per custodire una tradizione e, allo stesso tempo, continuare a raccontarla.
E così, ogni anno, ritorna quel gesto semplice: si stacca la pagina vecchia, se ne apre un’altra.
E la Valle Maira torna a respirare.

Cinzia Dutto, scrittrice cuneese, ama definirsi una cacciatrice di storie, racconta di storie persone speciali, scelte differenti, montagna e buon vivere.Gira la provincia alla ricerca di vite uniche e particolari. Cinzia ha un profilo instagram https://www.instagram.com/cinzia_dutto_fanny e un sito dove puoi trovare il riferimento a tutte le sue pubblicazioni www.cinziadutto.com














