Economia - 19 novembre 2025, 07:00

Mercato del lavoro: un focus sull'andamento del Piemonte

Nel primo trimestre del 2025 il mercato del lavoro piemontese ha mostrato segnali concreti di stabilità e crescita.

È quanto emerge dai dati diffusi dall’Osservatorio regionale sul mercato del lavoro, secondo cui il saldo delle posizioni di lavoro dipendente è risultato in crescita di 2.087 unità, un andamento favorito in modo particolare dall’aumento dei contratti a tempo indeterminato, cresciuti di ben 17.909 unità rispetto al trimestre precedente.

Si tratta di numeri che confermano la resilienza dell’economia regionale e il consolidamento di un sistema produttivo in grado di sostenere occupazione qualificata, nonostante le incertezze del contesto nazionale e internazionale. La tendenza si inserisce nel solco tracciato nel 2024 e rafforza il posizionamento del Piemonte come una delle aree italiane più dinamiche sotto il profilo occupazionale.

Le previsioni sui settori che traineranno la domanda di lavoro in Piemonte 

Alla solidità già dimostrata nei primi mesi dell’anno, si affiancano previsioni incoraggianti anche per quello che riguarda l’ultimo trimestre del 2025.

Secondo le stime del Progetto Excelsior di Unioncamere, infatti, tra ottobre e dicembre la domanda di lavoro in Piemonte dovrebbe crescere ulteriormente, concentrandosi in alcuni comparti già centrali nel sistema economico regionale.

In particolare, il settore degli altri servizi — che include attività legate all’assistenza alla persona, all’istruzione privata, alla consulenza e al terziario avanzato — potrebbe assorbire il 36,9% delle assunzioni previste. Un dato che confermerebbe la crescente centralità di queste funzioni nelle dinamiche occupazionali piemontesi.

Anche il manifatturiero, con una stima pari al 19,3% del totale delle entrate programmate, si conferma tra i pilastri del mercato del lavoro regionale, trainato dalla presenza di distretti industriali solidi e specializzati.

Seguono il comparto del turismo (16,9%) e quello del commercio (15,5%), entrambi influenzati dalla stagionalità e dalla preparazione al periodo festivo. Nonostante la fine dell’alta stagione, l’autunno potrebbe dunque rappresentare ancora un momento dinamico per questi settori, soprattutto nelle aree a vocazione turistica o commerciale.

A chiudere la graduatoria dei principali ambiti di inserimento, ci sono le costruzioni con una quota dell’8,3%, ancora sostenuta da progetti infrastrutturali e interventi di edilizia residenziale pubblica e privata. 

Il quadro che ne emerge è quello di una regione dove la domanda di lavoro tende a distribuirsi in modo piuttosto articolato, con opportunità potenzialmente accessibili a profili diversi per formazione, esperienza e livello di specializzazione.

Il ruolo di Cuneo nel contesto regionale: numeri e settori in crescita

Nel quadro delle previsioni occupazionali del Piemonte per l’ultimo trimestre del 2025, Cuneo promette di distinguersi per un peso rilevante in termini di assunzioni. 
Con una quota pari al 14,8% del totale regionale, la provincia si posiziona infatti al secondo posto, solo dietro a Torino (53,4%). Un dato che rende ancora più rilevante monitorare le offerte di lavoro a Cuneo, dove il tessuto produttivo locale dimostra una capacità costante di generare occupazione in modo diffuso e multisettoriale.

Analizzando la distribuzione per comparti, le previsioni del Progetto Excelsior restituiscono l’immagine di un territorio caratterizzato da una domanda di lavoro diversificata. Anche a Cuneo, come nel resto della regione, i servizi si confermano centrali, con una quota stimata del 30,4% delle nuove assunzioni.

Seguono il manifatturiero (23,4%), che riflette la presenza capillare di imprese industriali e artigianali, e il turismo (15,0%), settore storicamente legato al territorio grazie alla varietà dell’offerta naturalistica, enogastronomica e culturale.

Non meno rilevanti sono le previsioni relative al commercio (13,5%) e all’agricoltura (10,0%), due ambiti che, pur con dinamiche differenti, rappresentano da sempre pilastri dell’economia locale. Le costruzioni, infine, si attestano al 7,7%, a conferma di una domanda stabile legata sia all’edilizia privata sia alla prosecuzione di progetti pubblici.

Questi numeri, letti nel loro insieme, suggeriscono che la provincia di Cuneo potrebbe continuare a offrire un ventaglio ampio di opportunità lavorative, in grado di coinvolgere figure qualificate ma anche profili con esperienza pratica o competenze trasversali. La capacità di attrarre e impiegare manodopera in più settori resta, in questo senso, una delle cifre distintive del territorio.

Cercare lavoro in modo efficace: strumenti e canali da conoscere

In un contesto occupazionale che promette di mantenersi dinamico, orientarsi nella ricerca del lavoro richiede attenzione non solo ai settori più ricchi di opportunità, ma anche ai canali attraverso cui intercettarle e agli strumenti più adatti per valorizzare il proprio profilo professionale.

Un primo passo utile consiste nel consultare portali specializzati che consentono di filtrare le proposte in base al territorio, al tipo di contratto o alla categoria professionale. Questi strumenti permettono di visionare le competenze richieste e la tipologia di contratto proposta, così da valutare ogni opportunità in modo consapevole e mirato rispetto al proprio percorso.

Al tempo stesso, è consigliabile mantenere sempre aggiornato il proprio curriculum vitae, adattandolo in funzione del settore di interesse, e accompagnarlo, quando richiesto, da una lettera di presentazione personalizzata che sappia mettere in luce competenze ed esperienze rilevanti per la posizione ricercata.

Infine, per chi si affaccia al mercato del lavoro per la prima volta o desidera rientrarvi dopo un'interruzione, è possibile valutare percorsi di formazione o aggiornamento mirati, spesso promossi in collaborazione con enti locali, agenzie per il lavoro e realtà imprenditoriali attive nella zona.

Le micro e piccole imprese al centro del mercato del lavoro piemontese

Un altro aspetto che contribuisce a definire la struttura occupazionale del Piemonte riguarda la dimensione delle aziende che generano nuove assunzioni.

I dati previsionali elaborati da Unioncamere per il trimestre ottobre-dicembre 2025 indicano che a sostenere in modo significativo la domanda di lavoro saranno soprattutto le realtà imprenditoriali di piccole dimensioni, confermando una tendenza già radicata nel tessuto produttivo regionale.

Nel dettaglio, le imprese con meno di 10 dipendenti dovrebbero assorbire il 29,8% del totale delle entrate programmate, mentre quelle con 10-49 addetti potrebbero arrivare a rappresentare un ulteriore 27,6%. Questo significa che oltre la metà delle assunzioni previste potrebbe concentrarsi all’interno di contesti aziendali agili, radicati nel territorio e spesso a conduzione familiare.

La provincia di Cuneo promette di seguire un andamento ancora più marcato: qui le imprese tra 1 e 9 addetti risulterebbero coinvolte nel 31,3% delle assunzioni previste, mentre quelle tra 10 e 49 dipendenti coprirebbero il 30,7%. Numeri che suggeriscono quanto il mercato del lavoro locale si regga su una rete fitta di piccole realtà produttive, capaci di creare occupazione stabile e duratura.

Un territorio capace di generare nuova occupazione

L’analisi dell’andamento occupazionale in Piemonte evidenzia un territorio in movimento, capace di generare nuova occupazione anche in un contesto economico segnato da incertezze.

I dati più recenti confermano un trend positivo, sostenuto dall’aumento dei contratti stabili e da una domanda di lavoro che, nei prossimi mesi, potrebbe coinvolgere una pluralità di settori e profili.

All’interno di questo scenario, la provincia di Cuneo si distingue per la sua capacità di intercettare e valorizzare le dinamiche regionali, offrendo prospettive concrete in ambiti produttivi diversi e mantenendo una solida base imprenditoriale legata alle piccole e medie imprese. Per chi è alla ricerca di nuove opportunità professionali, il territorio cuneese continua a rappresentare uno spazio stimolante, da esplorare con consapevolezza e strumenti adeguati.


 


 

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