Dopo un percorso lungo quasi due anni, la variante parziale al Piano Regolatore di Savigliano ha ottenuto il via libera definitivo dal Consiglio comunale.
Savigliano aggiorna così il proprio strumento urbanistico dopo sette anni dall’ultima variante.
Un passaggio considerato necessario dalla maggioranza, criticato nei metodi dall’opposizione, ma decisivo per definire lo sviluppo futuro della città: più verde, più recupero, meno consumo di suolo e un profilo urbano più coerente.
Una scelta maturata al termine di un iter complesso, fatto di osservazioni, confronti tecnici, analisi normative e più di una polemica, ma che come hanno ribadito gli amministratori – “non stravolge l’impianto generale del piano vigente, bensì lo aggiorna con interventi mirati, pensati per rispondere alle esigenze attuali della città”.
La variante introduce modifiche circoscritte: il recupero dell’ex circolo Enel di via Chicchignetto, la riqualificazione dell’area dell’ex fabbrica Bertone di corso Vittorio Veneto, che prevede anche la creazione di nuovi parcheggi pubblici a disposizione dei pendolari della vicina stazione dei treni, nuove e più vincolanti compensazioni ambientali, regole definite per l’altezza dei sottotetti e limiti ai cosiddetti ‘profili fuori scala’ che altererebbero lo skyline saviglianese.
(Il retro della ex Bertone)
Aprendo la discussione in Consiglio comunale, il sindaco Antonello Portera ha sintetizzato così gli indirizzi generali del documento: "Gli indirizzi generali della variante riguardano l’adeguamento alle disposizioni normative sovraordinate, la limitazione del consumo di suolo, la sostenibilità ambientale degli interventi, la tutela del tessuto urbanistico e della percezione paesaggistica del territorio, lo sviluppo delle attività economico-produttive e la riqualificazione dello spazio pubblico".
Il primo cittadino ha ricordato come l’amministrazione abbia esaminato tutte le osservazioni pervenute da cittadini, professionisti, enti e Provincia e come il percorso sia stato volutamente prudente: "La lentezza non è stata un difetto, ma un segno di approfondimento e responsabilità. Ogni osservazione ha ricevuto una risposta".
Portera ha inoltre ricostruito il procedimento amministrativo: dall’adozione del 7 aprile, alla pubblicazione per 30 giorni, all’arrivo delle osservazioni, fino alla rimodulazione di alcune previsioni, in particolare quelle sull’area ex Bertone, dove afferma: "Un parziale accoglimento ha portato a un miglioramento del quadro progettuale, con un futuro piano urbanistico privato destinato a generare nuovi parcheggi pubblici e una cubatura coerente con lo skyline della zona".
Il sindaco ha concluso ringraziando tutti i soggetti coinvolti e, in particolare, l’ingegner Francesca Ferrato, redattrice della variante, per il "lavoro rigoroso portato avanti nonostante attacchi ingiusti e inopportuni".
Il consigliere Massimo Actis (Progetto per Savigliano) ha ricordato le difficoltà generate negli anni da normative non uniformi e da definizioni edilizie variate: "Negli ultimi sette anni la normativa nazionale e regionale è cambiata profondamente, creando spesso disallineamenti tra strumenti locali e norme sovraordinate. Questa variante risolve incongruenze, migliora la sostenibilità ambientale, tutela il paesaggio e aggiorna il piano regolatore limitando il consumo di suolo".
Actis ha sottolineato che la variante è parziale, come previsto della legge regionale 56/77: "Modifica solo ciò che era davvero necessario. Non è un nuovo piano regolatore, ma un intervento mirato, costruito attraverso un’analisi seria e un confronto costante".
Sulla stessa linea la consigliera Silvia Garaventa (Nuova Civica), che ha definito la variante:
"Una proposta equilibrata e coerente con gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Il piano regolatore risale a molti anni fa e il contesto sociale ed economico è cambiato. Questa variante non stravolge l’impianto generale, ma introduce correzioni necessarie per una crescita ordinata e rispettosa della nostra identità".
Durante la seduta consiliare dedicata all’approvazione della variante parziale, i consiglieri Matteo Bertola in rappresentanza dei gruppi maggioranza ‘Amici di Savigliano’, di cui fa parte, e di ‘Noi X Savigliano’ e per la minoranza Paolo Tesio di ‘Spazio Savigliano’, hanno preso la parola per spiegare il loro voto e commentare l’iter seguito dall’amministrazione comunale.
Bertola ha sottolineato la complessità del percorso e l’importanza di affrontare la variante con equilibrio: "Dopo molteplici riunioni e sforzi di mediazione da parte di tutti i gruppi di maggioranza, finalmente si è giunti alla conclusione dell’iter approvativo della variante parziale 39 del nostro piano regolatore comunale. Tuttavia siamo consapevoli che questa variante non può risolvere tutte le problematiche raccolte nelle manifestazioni di interesse, ma auspichiamo che rappresenti una solida base per future fasi di dialogo e concertazione".
Bertola ha inoltre evidenziato l’importanza del rispetto delle disposizioni normative:
"Fra tutti gli indirizzi programmatici, riteniamo fondamentale l’adeguamento alle disposizioni sovraordinate, necessario per fornire un testo normativo al passo con i tempi e dare un supporto chiaro ai nostri uffici, che quotidianamente affrontano le innumerevoli casistiche edilizie ed urbanistiche della città".
Paolo Tesio ha invece criticato apertamente il metodo seguito per la stesura e la condivisione della variante: "Non possiamo votare un documento ufficiale in cui si afferma che le scelte operate in sede di progetto preliminare sono state condivise con l’ufficio tecnico, quando in realtà non c’è stato un reale confronto con la minoranza, i professionisti e la Provincia. La documentazione ci è stata inviata pochi giorni prima della discussione, nonostante mesi di preparazione. Questo approccio indebolisce il processo e la credibilità del lavoro".
Tesio ha poi richiamato l’attenzione sulla tutela del patrimonio storico e paesaggistico:
"Non possiamo essere d’accordo sull’introduzione della possibilità di demolizione e ricostruzione per i fabbricati soggetti a valore documentario senza garantire la protezione dello spirito originario degli edifici. Questo principio dovrebbe rimanere la stella polare delle nostre decisioni urbanistiche".
Al momento del voto, la minoranza di centrosinistra, formata da Giulio Ambroggio, Paolo Tesio, Giorgia Seliak e Giacomo Calcagno, si è astenuta.
La maggioranza ha votato in maniera favorevole, assenti i due consiglieri rappresentanti della minoranza di centrodestra Maurizio Occelli e Gianluca Zampedri.
LE PRINCIPALI MODIFICHE INTRODOTTE DALLA VARIANTE
Ex circolo Enel – via Chicchignetto: passa da servizi a residenziale; una parte dell’area verrà ceduta al Comune per finalità pubbliche.
Ex fabbrica Bertone – corso Vittorio Veneto: previsione di un Piano esecutivo convenzionato (Pec) privato, più parcheggi pubblici per i pendolari della stazione, cubatura rimodulata in coerenza con lo skyline.
Compensazioni ambientali: confermate norme più stringenti; chi costruisce dovrà garantire maggiori aree verdi.
Sottotetti: stop alle deroghe; mansarde solo con tetto spiovente per evitare i cosiddetti “attici-cubo”.
Adeguamento normativo: armonizzazione con definizioni edilizie nazionali e regionali, colmando disallineamenti che creavano incertezze negli uffici tecnici.