Il Comune di Cuneo ha aderito all'iniziativa della Comunità di Sant'Egidio "Città per la Vita/Città contro la Pena di Morte", confermando il proprio impegno per l'abolizione della pena capitale nel mondo. La Torre civica comunale sarà illuminata di giallo il 30 novembre, unendosi alla campagna internazionale che punta a raggiungere una moratoria universale.
"Come Amnesty International - Antenna di Cuneo siamo contenti che la nostra Amministrazione comunale abbia aderito alla Giornata Internazionale Città per la Vita", dichiara Patrizia Barello, responsabile del gruppo Amnesty cuneese. L'iniziativa rafforza il valore della giornata mondiale contro la pena di morte del 10 ottobre, volta a sensibilizzare l'opinione pubblica sull'abolizione della pena capitale e accrescere la consapevolezza sul suo uso nel mondo.
"Negli ultimi anni, ancora di più negli ultimi mesi, l'uso della pena di morte si è intensificato", aggiunge Barello, "in un contesto globale caratterizzato da insicurezza, instabilità politica ed economica e, in alcuni stati, da operazioni militari. In uno scenario nel quale lo stato di diritto e il rispetto degli standard internazionali sui diritti umani si vanno indebolendo, l'aumento delle esecuzioni mostra tanto l'arbitrarietà della pena di morte quanto la politicizzazione del suo uso".
I dati del 2024 sono allarmanti. Nei primi nove mesi dell'anno le esecuzioni hanno raggiunto livelli record in diversi stati. Negli Stati Uniti, le 34 condanne a morte eseguite in dieci stati costituiscono un aumento di oltre un terzo rispetto all'anno precedente. In Iran, alla fine di settembre erano state superate le 1000 esecuzioni, rispetto alle 972 del 2023: il più alto numero mai registrato da Amnesty International in questo paese da almeno 15 anni.
Particolare preoccupazione in Piemonte riguarda Ahmadreza Djalali, l'accademico svedese-iraniano docente al Centro di Medicina dei disastri presso l'Università del Piemonte Orientale. Arrestato arbitrariamente il 25 aprile 2016 mentre era in viaggio d'affari in Iran e accusato di spionaggio a favore di Israele, Djalali rischia l'esecuzione imminente.
"Dopo gli attacchi israeliani del 13 giugno, in Iran sono state arrestate centinaia di persone con l'accusa di 'collaborazione' o 'spionaggio' e, dal 16 giugno, le autorità hanno messo a morte arbitrariamente almeno sei persone per questo tipo di accuse", ricorda Barello. Il 24 giugno Djalali, in precarie condizioni di salute, è stato trasferito dal carcere di Evin in un luogo ignoto. Il sindaco di Novara, Alessandro Canelli, ha accolto l'invito di Amnesty International a mantenere viva la speranza e un faro acceso su questa vicenda.
I dati sull'uso della pena di morte in Cina, Corea del Nord e Vietnam restano segreto di stato, ma dalle informazioni raccolte da Amnesty International le esecuzioni procedono allo stesso ritmo, con la Cina che ne conterebbe migliaia.
Nonostante i passi indietro, emergono segnali positivi. Il 25 giugno 2024 il parlamento del Vietnam ha eliminato la pena di morte dal codice penale per otto reati. In Malesia, dove nel 2023 l'obbligo della pena di morte per determinati reati era stato abolito, sono state commutate oltre 1000 condanne e il 21 luglio l'ufficio del primo ministro ha annunciato che la moratoria sulle esecuzioni istituita nel 2018 rimarrà in vigore.
Ad oggi 113 stati hanno abolito la pena di morte per tutti i reati e quasi tre quarti di tutti gli stati del mondo lo hanno fatto nelle leggi o nella prassi, alimentando la speranza di un mondo senza esecuzioni.