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Eventi | 26 novembre 2025, 17:25

La stagione teatrale del Casinò di Sanremo torna a gennaio con grandi nomi: Belvedere, Bocci e Morelli pronti a salire sul palco

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La stagione teatrale del Casinò di Sanremo torna a gennaio con grandi nomi: Belvedere, Bocci e Morelli pronti a salire sul palco

Dopo il successo dei primi due spettacoli con Ezio Greggio e Stefano Fresi, la stagione teatrale del Casinò da appuntamento a gennaio.

Domenica 11 Gennaio 2026 ore 21.00 Cesare Bocci e Vittoria Belvedere interpretano: “Indovina chi viene a cena “. 

Guglielmo Ferro riporta in scena la stupenda commedia che fu interpretata (al cinema) dai due mostri sacri Katharine Hepburn e Spencer Tracy. Il tema, quello di un matrimonio misto, allora fece scalpore nell’America di fine anni ’60, ma oggi è più che mai di attualità in una società sempre più multietnica. Il soggetto di William Arthur Rose ha quasi mezzo secolo, ma anche grazie all’adattamento di Mario Scaletta si presenta come un testo fresco e attualissimo. “Quando mi hanno proposto questo lavoro ne sono subito stato entusiasta – ha detto Guglielmo Ferro. Si tratta di un testo brillante, che però trasmette un messaggio a forte connotazione sociale. L’adattamento di Scaletta ha inoltre sfrondato tutta una parte strettamente legata agli anni ’60, per farne un testo estremamente attuale, anche nel linguaggio più crudo e diretto. Si parla dunque di differenze e di comprensione, termine, quest’ultimo, che preferiamo a quello più restrittivo di tolleranza”.

Sabato 24 gennaio ore 21.00 Giampaolo Morelli propone: “Le Scomode verità e tre storie vere”.

“Scomode verità e 3 storie vere” è il comedy speech attraverso cui, Giampaolo Morelli si racconta al suo pubblico: un monologo irriverente, caustico, pungente e sempre maledettamente sincero.

Le 101 scomode verità infatti, altro non sono che un sunto delle nostre umane debolezze, un compendio di tutti i tic, le manie, gli slanci e le ossessioni del nostro vivere quotidiano. 

A volte si tratta di fulminanti considerazioni, quasi degli aforismi in grado di fotografare la realtà sotto una luce nuova o paradossale, altre volte invece le riflessioni si fanno più discorsive e articolate o magari intime e profonde: come nel caso delle 3 storie personali citate nel titolo, ovvero tre aneddoti di vita vissuta che offrono al pubblico un ritratto inedito e confidenziale del noto attore. 

È possibile prenotare i biglietti che posso diventare un originale regalo natalizio. 

La stagione 2025-2026 presenta appuntamenti esclusivi con i protagonisti del mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento, per cui è basilare mantenere il rapporto diretto con il pubblico anche nella dimensione teatrale; pagine impegnate che hanno fatto la storia del nostro teatro ma anche pièce che rappresentano in manera plastica la contemporaneità 

Dopo gennaio il cartellone propone: 

Domenica 15 marzo ore 21.00 un classico “Sarto per signora” con Max Pisu e Chiara Salerno. 

Dopo una gioventù molto libertina, il dottor Moulineaux conduce una vita tranquilla e rispettabile con la moglie Yvonne. Sopraffatto però dai suoi vecchi demoni, accetta un appuntamento galante al Ballo dell'Opera con una sua paziente, Suzanne Aubin. Ma, nonostante le maldestre distrazioni del suo domestico Etienne, Yvonne ha scoperto tutto! Chiede allora aiuto al suo goffo e poco collaborativo amico Bassinet, che gli affitta un piccolo appartamento, occupato precedentemente da una sarta, da usare per i suoi incontri amorosi. Appena installato con la sua amante nell'appartamento, il nostro stimato dottore si ritrova coinvolto in una successione di visitatori stravaganti e indesiderati: dalla suocera al marito della sua amante, dal proprietario del locale alle clienti della sarta, da una sua ex amante per finire a sua moglie stessa. Questi “invasori” trascineranno Moulineaux in un

vortice di bugie, stratagemmi, colpi di scena, equivoci esilaranti e situazioni rocambolesche dal ritmo frenetico.

Non c’è molto da aggiungere a questa pièce (Tailleur pour dames) di Georges Feydeau, scritta nel 1886. Un vaudeville frizzante di uno dei maestri della commedia francese, che vanta innumerevoli messe in scene e anche alcune trasposizioni cinematografiche, e che è forse la più divertente di tutte le sue fortunatissime pièce.

Martedì 31 marzo ore 21.00 l’esilarante “Contrazioni Pericolose” con Rocío Muñoz Morales, Giorgio Lupano, Gabriele Pignotta. 

Contrazioni pericolose è uno spettacolo che segna un cambio di volta nella carriera di Gabriele Pignotta, sia come attore che autore. Gli ingredienti vincenti ci sono tutti, situazioni comiche, momenti di scontro – incontro che fanno riflettere, un grande feeling fra gli attori sul palco e un pizzico di mistero che non guasta mai. 

Contrazioni pericolose però non è una semplice commedia, come se ne sono viste numerose negli ultimi anni e a differenza delle precedenti opere di Pignotta compie un passo in più. Si tratta di un passo importante che varca la soglia dell’esplorazione dell’animo, delle pulsioni, paure, speranze e desideri di una generazione che ha voglia di trovare un suo equilibrio nel marasma di una vita che ha perso punti di riferimento certi.

Massimo Martina (Giorgio Lupano) e Martina Massimo (Rocío Muñoz Morales) sono amici da anni. Il loro incontro è stato fortuito, dettato dalla strana coincidenza del nome con il cognome dell’altro, ma da quel momento fra loro è nato qualcosa. Quella che sembra una semplice amicizia, quell’amicizia che potrebbe nascondere un vulcano, viene però placata dai timori di una vita che fatica a dare quella concretezza in grado di apportare all’animo umano la forza per compiere grandi cambiamenti nello status quo. Ma sarà proprio un cambiamento a sconvolgere la loro vita, Martina resterà incinta e Massimo lo scoprirà solo quando lei entrerà in travaglio.

Questo è il momento giusto per l’eruzione di quel vulcano di emozioni che i due si portano dentro da anni. In una sala parto nella quale i giochi di luce rispecchiano, sapientemente, i dolori e gli incontri fra i due protagonisti gioca un ruolo fondamentale l’ostetrico Francesco (Gabriele Pignotta). Quest’ultimo, bene rappresenta la rassegnata passione di chi lavora e vive situazioni di estrema gioia e dolore negli ospedali romani, che anno dopo anno sono sempre più in difficoltà per carenza di personale e scarsi mezzi a disposizione.

Venerdì 24 aprile ore 21.00 Massimo Popolizio presenta:” Furore. 

Nell’estate del 1936, John Steinbeck parte per una missione: raccontare le condizioni dei braccianti costretti a migrare dal cuore spaccato degli Stati Uniti verso la California. Tre anni dopo scrive Furore, in cui cronaca, politica e umanità si fondono in una narrazione che brucia.
Non è solo letteratura: è un grido epico che ha cambiato per sempre il nostro sguardo sulla giustizia sociale, sulla dignità degli sconfitti. La più grande epopea degli ultimi.

Massimo Popolizio dà corpo e voce al Narratore steinbeckiano e lo fa con il rigore e la passione di un racconto civile che ancora oggi ci interroga: è possibile restare umani quando tutto intorno frana?
Accanto a lui, il percussionista Giovanni Lo Cascio disegna dal vivo un paesaggio sonoro vibrante e tellurico, un controcanto che esalta il senso di giustizia e la passione per la verità del narratore, ma anche la profonda e inesauribile dignità del popolo migrante.

Mentre venerdì 22 maggio ore 21.00 la rassegna chiude con “Le nostre donne” interpretato da Luca Bizzarri Enzo, Paci e Antonio Zavatteri

Una commedia francese dell’autore contemporaneo franco-tunisino Eric Assous.

Max (Luca Bizzarri), Paul (Enzo Paci) e Simon (Antonio Zavatteri) sono amici da trent’anni. Un’amicizia vera, inossidabile e gioiosa. La loro vita professionale è un successo, il bilancio della loro vita privata un po’ meno. Una sera, i tre amici si ritrovano a casa di Max per il loro consueto poker. Le cose, però non andranno come di consueto.

Una commedia comica e intelligente, magistralmente dosata in perfetto stile francese: raffinata e dissacrante, leggera e spietata al tempo stesso, dal ritmo inarrestabile che gioca con il ribaltamento dei ruoli e con i colpi di scena. Una prova d’attore tutta al maschile, in cui le donne del titolo non ci sono fisicamente, ma invadono comunque la scena: amate, odiate, rimpiante, assenze materializzate dai discorsi dei loro uomini in crisi.

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