Politica - 28 novembre 2025, 06:10

Boselli, candidato che corre in anticipo: “Cuneo ha bisogno di una sveglia, non di un capoluogo col cappello in mano”

Il capogruppo degli Indipendenti, già avversario di Patrizia Manassero nel 2022, apre la campagna per il 2027. E attacca: “La maggioranza scricchiola, il rischio di uno scossone c’è”

Da due mesi e mezzo, era il 15 settembre scorso, Giancarlo Boselli, capogruppo e volto degli Indipendenti ma soprattutto oppositore tra i più intransigenti dell’attuale Giunta, è ufficialmente candidato sindaco per le elezioni del 2027. Una mossa inedita per Cuneo: mai nessuno si era lanciato nella corsa due anni prima. Ma, del resto, Boselli non è nuovo alle iniziative fuori dagli schemi. 

Nel 2022 si era già presentato con la lista “Indipendenti”, raggiungendo il 7,72% dei voti e fermandosi prima del ballottaggio poi vinto da Patrizia Manassero. Da allora la sua opposizione è stata costante, serrata, spesso affidata ai social e a una lunga serie di interpellanze che hanno infiammato e continuano ad infiammare il dibattito politico cittadino.

È da un’intervista rilasciata al nostro giornale dalla deputata Chiara Gribaudo, che nelle scorse settimane è partita una nuova battaglia politica. Boselli ha deciso di portare in aula un’interpellanza sulla stabilità della Giunta Manassero: “L’On. Gribaudo è una delle esponenti più autorevoli del PD nazionale – afferma –. Non potrà far cadere la Sindaca, ma sostenere che le sue parole siano irrilevanti per la politica cuneese è sbagliato”.

Dopo il confronto in Consiglio, non sembra però convinto dalle rassicurazioni fornite da Manassero in risposta all’interpellanza. Per Boselli la tenuta della maggioranza fino al 2027 è tutt’altro che scontata: “Riconosco alla Sindaca un forte senso istituzionale, e ho detto chiaramente che un commissariamento sarebbe un errore enorme. Auspico che arrivi a fine mandato, ma non dipende solo da lei. I tormenti più grossi glieli dà la sua stessa maggioranza”.

È su questo fronte che legge segnali preoccupanti, fino al possibile scenario di elezioni anticipate. “Ci saranno altri momenti di stress e tensione provocati dalla maggioranza. Non si può escludere che uno di questi sia irrimediabile. Una maggioranza che fa circolare candidature alternative alla Sindaca al primo mandato, come quella del dottor Enrico Collidà o dell’assessora Cristina Clerico, che hanno già iniziato a far campagna elettorale, lancia un segnale molto pesante”.

I “campanelli d’allarme” non riguardano solo i rapporti politici. L’elenco di Boselli è sempre lo stesso, lungo e ripetuto da tempo: “Dal nuovo Ospedale alla vicenda di piazza Europa, dal MIAC alla mancanza di governo delle partecipate, fino a una situazione finanziaria sempre più tesa. E poi il settore socioassistenziale, il degrado nei quartieri, la necessità di rafforzare la Polizia Locale anche di sera e nei weekend, il consumo del suolo, l’espansione dei centri commerciali. La sicurezza richiede presidio immediato, mentre su alcolismo e tossicodipendenza servono operatori di strada. Troppe questioni sono ferme”. Uno scenario che lo porta a un giudizio netto: “Il rischio di immobilismo fino al 2027 esiste, e i sintomi ci sono già”.

La lettura delle fratture in maggioranza non ha nulla di ideologico: “Non sembrano differenze di valori. È una classica lotta per il potere. Nessuno dei due gruppi può vincere da solo, insieme sì, ma ormai non riescono più a convivere. Tutti vogliono il candidato sindaco, ma un accordo non è più possibile”.

In questo contesto si inserisce la sua candidatura “lunga”, avviata con un anticipo che molti considerano temerario. Per Boselli, invece, è una scelta necessaria: “Serve tempo per andare in tutti i quartieri e in tutte le frazioni. Non mi sembra serio presentarsi solo negli ultimi mesi. Mi rivolgo soprattutto a chi non vuole più votare: valuti la possibilità di sostenere un cambiamento concreto”.

La lista “Indipendenti Boselli Sindaco”, assicura, è già in fase avanzata di strutturazione: “Dopo quattro anni abbiamo una base solida, con sostenitori attivi in quasi tutta la città. Il consigliere Paolo Armellini coordinerà la selezione dei candidati, un lavoro impegnativo ma già molto avanti”.

Sul giudizio dell’amministrazione Manassero, Boselli non usa mezzi termini: “Cuneo ha perso ruolo e prestigio. Conta sempre meno ed è sempre meno riferimento per la provincia. In Fondazione CRC non ha espresso né presidente né vicepresidente. Ha quote importanti nelle partecipate ma non ne indirizza le scelte. L’abbandono della Stazione è grave. Un capoluogo non può girare col cappello in mano: deve ottenere ciò che gli spetta. E sulla montagna serve riconquistare fiducia, non imporre decisioni”.

Quanto alle possibili alleanze, il messaggio è chiaro: “La nostra è una lista forte, che parla dei problemi senza ideologie e propone soluzioni. Guardiamo con fiducia al ballottaggio. Il tema delle alleanze si porrà solo dopo il primo turno”.

A due anni dal voto, Boselli sembra dunque avere già impresso un’accelerazione alla campagna elettorale, puntando a intercettare il malcontento e le indecisioni di un elettorato in movimento. Con la promessa, dice, di “provare a cambiare concretamente”.

Cesare Mandrile