Con dicembre iniziano l’inverno meteorologico e l'emissione del Bollettino Valanghe per la stagione 2025-2026.
Sulle montagne piemontesi si è depositata poca neve e il manto nevoso risulta ancora scarso, soprattutto nei settori occidentali e settentrionali. Nel Cuneese le abbondanti nevicate di novembre sono state fortemente erose dal vento.
Ma come sarà la stagione invernale?
Arpa Piemonte ha pubblicato l'esito delle valutazioni effettuate e disponibili su Copernicus-C3S, la piattaforma che fornisce le previsioni stagionali (C3S multi-system seasonal forecast) elaborate a partire da nove diversi modelli sviluppati da centri meteorologici nazionali. Sulla base di questi Arpa Piemonte emette un aggiornamento, che d'ora in poi sarà a scadenza stagionale e non più mensile, basando le valutazioni anche dell'ultimo elaborato sui precedenti nove modelli. Da dati elaborati si prevede un inverno lievemente più caldo della media climatologica rimandando la probabilità di precipitazioni tra dicembre e gennaio, quando il vortice polare dovrebbe essere più lento.
Temperature
L’anomalia calda sembra essere più persistente nel mese di gennaio, per poi affievolirsi. Saranno comunque probabili momenti più freddi o anche sotto la media, ma a livello trimestrale il segnale prevalente è quello caldo.
Pioggia e neve
Le precipitazioni, di grande interesse quelle nevose sull’arco alpino, risultano avere una bassa predicibilità per l’intero trimestre. L’andamento prevalente però indica un trimestre con il primo mese e mezzo con buone probabilità di precipitazioni, anche se non sopra la media, mentre l’ultima parte più secca. I diversi modelli non sono in accordo sulle aree più piovose, l’indicazione per la neve però ha un’attendibilità bassa, ma il segnale è per una poca probabilità di neve soprattutto tra Alpi Graie e Pennine.
Se l'inverno si preannuncia più mite e dinamico, si rivela un valido alleato per gli amanti della montagna tenersi correttamente informati sulle condizioni meteo prima di avventurarsi in escursioni o attività alpine.
Ad oggi le attività di scialpinismo sono fortemente limitate e circoscritte su pochi itinerari. Occorre prestare attenzione alle pietre nascoste, particolarmente insidiose.
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