Cuneo e valli - 31 dicembre 2025, 14:46

Consiglio comunale acceso: clima di tensione a Peveragno

Peveragno si prepara a una stagione politica ad alta tensione in vista delle elezioni amministrative del 2026.

Negli ultimi giorni del 2025 a Peveragno la politica locale è entrata in una fase complicata, fatta di tensioni, rinvii e confronti in consiglio molto accesi. Un periodo che ha lasciato il segno e che arriva proprio mentre lo sguardo di molti è già rivolto alle prossime elezioni comunali.

Tutto è iniziato con una serie di ben 3 Consigli comunali che sono stati rinviati per mancanza del  numero legale necessario per aprire la seduta. In un caso il rinvio è stato causato anche da un problema formale: la convocazione non era arrivata a un consigliere di minoranza. Risultato: riunioni annullate, nuove convocazioni e una sensazione diffusa di difficoltà nel far funzionare la macchina istituzionale.

Il Consiglio è poi riuscito a riunirsi il 29 dicembre; fin dall’inizio, però, era chiaro che non sarebbe stata una seduta come le altre. Fabrizio Pellegrino, fino a quel momento consigliere di maggioranza, ha preso la parola per annunciare la sua uscita dal gruppo che sostiene il sindaco. Una scelta spiegata senza giri di parole: Pellegrino ha parlato di un rapporto che nel tempo si era logorato, di decisioni prese senza un vero confronto e di pressioni legate alla sua assenza in Consiglio, dovuta a motivi di lavoro.

Con questa decisione, Pellegrino è diventato consigliere indipendente; la maggioranza guidata dal sindaco Paolo Renaudi ha comunque mantenuto i numeri per andare avanti, anche se l’equilibrio politico è apparso da subito più fragile rispetto al passato.

La seduta, però, non si è fermata lì: il clima si è rapidamente surriscaldato quando si è arrivati a discutere dei contributi comunali destinati a un’associazione sportiva. Un tema che, in altri contesti, sarebbe probabilmente passato senza scossoni, invece ha acceso uno scontro durissimo tra maggioranza e minoranza. Dal banco dell’opposizione sono arrivate critiche sulla destinazione dei fondi e da lì, il confronto è degenerato, con toni molto accesi e scambi di parole che sono proseguiti anche dopo la chiusura ufficiale della seduta.

Il sindaco Renaudi ha risposto definendo l’episodio una caduta di stile e annunciando la possibilità di rivolgersi alle sedi competenti. La tensione in aula era evidente e ha segnato uno dei momenti più difficili dell’intero Consiglio.

In questo contesto, la minoranza ha presentato una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco e dell’Amministrazione. La proposta è stata discussa e poi respinta: la maggioranza ha votato compatta contro, con un’astensione e i voti favorevoli dei consiglieri di “SiAmo Peveragno”. Anche Pellegrino ha votato contro la sfiducia, confermando una posizione autonoma rispetto ai due schieramenti principali.

Durante la stessa seduta sono emersi anche altri temi concreti, legati alla gestione del patrimonio comunale. Si è parlato di immobili di proprietà del Comune non ancora utilizzati, come un appartamento ricevuto tramite lascito, e delle passerelle pedonali in legno chiuse da tempo per problemi strutturali. Le risposte del sindaco Renaudi non hanno convinto del tutto l’opposizione, che ha sottolineato la necessità di tempi più rapidi.

Tutto questo avviene mentre in paese cresce l’attenzione per le elezioni amministrative della primavera 2026. Il clima è quello di una campagna elettorale che, di fatto, è già iniziata. Al momento sembrano certe almeno due liste: quella riconducibile all’attuale sindaco e quella del gruppo di minoranza “SiAmo Peveragno”. Attorno a queste, però, si stanno muovendo altri gruppi e altre persone, alcune già note nella vita amministrativa locale, altre nuove, con l’idea di costruire proposte alternative.

In poche settimane, Peveragno si è trovata a fare i conti con Consigli rinviati, cambi di schieramento, scontri duri in aula e un confronto politico sempre più teso. Un passaggio che segna la fine dell’anno e che apre il nuovo con molte incognite. La sensazione è che il dibattito continuerà a essere acceso e che i prossimi mesi saranno decisivi per capire quale direzione prenderà il paese.

R.G.