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Curiosità | 01 gennaio 2026, 16:49

L’affascinante storia di quei gustosissimi dolcetti chiamati Droneresi

Dal laboratorio della Pasticceria Galletti fino ai giorni nostri, con una tradizione che unisce passato, presente e futuro

A volte tutto inizia così, da un qualcosa di inaspettato e non voluto, quel non immaginato che poi diventa la nostra fortuna più grande.

Siamo a Dronero, alla fine del 1800. Ci troviamo precisamente all’interno del laboratorio della Pasticceria Galletti. Qui si stanno preparando dei dolcetti a base di meringa e cioccolato. Si procede bene, quando ad un tratto uno degli addetti distrattamente rovescia del rum che finisce proprio nel cioccolato. Tutta quella preparazione… Come fare adesso?

Passano pochi istanti e si sente un profumino niente male. Così si prova a mescolare il cioccolato e si scopre che, con il rum, si amalgama ancora meglio. Ci si guarda e si decide di tentare, mettendo quella crema inaspettata tra le due piccole meringhe: è semplicemente una delizia!

Nacquero proprio così i Droneresi. All’Esposizione Generale Campionaria Internazionale di Torino, nel 1905 vinsero il massimo premio, con tanto di medaglia d’oro e diploma. Segneranno la storia ma soprattutto l’identità della bella Dronero.

UN COGNOME: GALLETTI

Nella seconda metà del 1800, un intraprendente Davide Galletti, con grande emozione, aprì a pochi passi dal municipio una confetteria con una saletta attigua. Grazie a lui, la tradizione pasticcera di Dronero si fece conoscere ed apprezzare ben oltre i confini, ispirando addirittura quella di Cuneo.

Nel 1890 il figlio Giuseppe Galletti prese le redini dell’attività paterna. Si definiva "confettiere” ed oggi descriverlo come un comune pasticcere sarebbe decisamente riduttivo. Mente vulcanica, dotata di buon gusto in tutti i sensi, egli sapeva trarre spunto da ogni cosa, anche per esempio dalle conoscenze popolari, cogliendo la potenzialità delle tradizioni e dei prodotti del luogo. Dotato di una raffinata fantasia e di quel pizzico d’azzardo, non soltanto inventava ma rivisitava ricette di dolci e di liquori. Suoi sono esempio il Liquore delle Vergini e l’Elixir Valmala, quest’ultimo chiamato così perché aveva come ingredienti varie erbe raccolte in prossimità del non lontano e omonimo santuario mariano, rinomata meta di pellegrinaggi della diocesi di Saluzzo.

All’amico Giovanni Giolitti, “l’uomo di Dronero”, eletto nel 1882 alla Camera come deputato di Cuneo e più volte Presidente del Consiglio (in modo discontinuo tra il 1892 e il 1921), Giuseppe Galletti dedicò una specialità di sua invenzione: il buonismo Biscotto Giolitti, ideale per il tè.

E poi lui, quel dolcetto chiamato “Dronerese”: non ebbe solo un successo immediato ma anche un seguito prodigioso. Rielaborato da molti pasticceri della provincia, che di volta in volta gli assegnarono il nome del proprio paese. Così accanto ai Droneresi, nacquero anche i “Bargesini”, i “Saluzzesi” e naturalmente i “Cuneesi al Rhum”. Il padre di questi ultimi fu Andrea Arione, per così dire un discepolo della bottega, che ne depositò il nome nel 1943.

UNA STORIA FINO AI GIORNI NOSTRI

I premi e le onoreficenze meritate da Monsu Gallet furono parecchie, con tanto di relative targhe a tappezzare poi le pareti del locale. Nel 1930 l’attività passò al figlio Davide che, terza generazione, concluse l’avventura familiare nemmeno quindici anni dopo. A lui il merito di aver raccolto e trascritto in preziosi quaderni più di cento ricette originali di dolci e di una trentina di liquori.

Nel 1954 subentrò Sandro Isaia, che già da anni lavorava in pasticceria come dipendente, mentre alla fine degli anni ’70 la proprietà venne acquisita dalla famiglia Martini e nel 1991 da Patrizio Ghio, che la tenne aperta fino al 2006.

Seguirono anni di chiusura e di tristezza per un’attività che aveva illuminato in modo così importante la storia di Dronero. Ma ecco il riscatto nel 2011, quando una giovane coppia, non nuova a questo tipo di attività, ha ristrutturato i locali. Loro sono il rinomato pasticcere Daniele Cucchietti e sua moglie Nadia. Hanno aperto l’Antica Pasticceria Caffetteria Cucchietti: “Tutt'ora cerchiamo di fare del nostro meglio - dicono - per portare questo locale con il nostro nome a rivivere la gloria del passato. È stata infatti una delle prime pasticcerie del Piemonte, frequentata da molte persone ed anche da nomi conosciuti, tra cui proprio Giovanni Giolitti.”

Sono diversi i Droneresi che vengono ora proposti, oltre a quello classico, battezzato “Sorriso di Dronero”. C’è il Dronerese al rum ricoperto di cioccolato, il Penna Nera (al Genepì), il Dronerese al Cointreau, il Regina delle Alpi (con liquore alle erbe), il Prussot (stagionale, con ripieno di pera madernassa), il Dronerese Castagna (stagionale, con ripieno di castagna), il Bacio di Dronero (senza liquore) ed il Nocciolato (senza liquore, con ripieno di tenera pasta alla nocciola).

UNA CENA SPECIALE

A partire dalla ricetta dei Droneresi, quali curiosità custodiscono i dolci, ma anche i piatti, della nostra tradizione? È stata una “Serata tra Amici”, ma soprattutto una cena davvero speciale il 1° dicembre a Dronero.

Presso il ristorante Dragonero, altro locale storico della cittadina che custodisce la storia ed i saperi della famiglia Vorgnano, le due tipicità culinarie del nostro territorio, quella salata e quella dolce, si sono incontrate. Il risultato è stato un connubio unico nel suo genere: mentre si sono assaporate le prelibatezze senza tempo dello chef Ezio Vorgnano, si è potuto assistere in diretta alla preparazione di alcuni dolci tipici da parte del rinomato pasticcere Daniele Cucchietti.

Una serata diversa, nata prima di tutto da una reciproca stima e da una bellissima collaborazione. La voglia, così, di mettersi in gioco, proponendo un viaggio non soltanto nella storia dei sapori, ma qualcosa di assolutamente nuovo ed originale. Tra tradizione ed originalità, su richiesta lo chef ed il pasticcere hanno anche preparato un menù 100% vegetale.

E chissà se, dopo i classici e le diverse varianti, non ci sia anche spazio in futuro per un nuovo Dronerese, realizzato con soli prodotti vegetali. Del resto è proprio la storia di questo dolcetto inaspettato ad insegnare che la capacità di guardare oltre può regalare a volte delle bellissime sorprese.
 

Beatrice Condorelli

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