Nel 2025 l’associazione culturale Panta Rei ha mosso i suoi primi passi sul territorio della provincia di Cuneo, costruendo in pochi mesi un percorso fatto di incontri, relazioni e partecipazione. Un anno di lavoro intenso, che ha visto l’associazione portare temi culturali, civili e sociali anche fuori dai grandi centri, scegliendo consapevolmente di dialogare con le comunità locali e di valorizzarne identità, tradizioni ed eccellenze.
Alla guida di questo progetto c’è l’avvocato Carla Sapino, presidente dell’associazione, che in questa intervista ripercorre i primi mesi di attività, racconta i risultati raggiunti e riflette sul significato di fare cultura in modo diffuso e accessibile. Dalle difficoltà iniziali alla risposta del pubblico, dal rapporto con le istituzioni locali fino allo sguardo rivolto al 2026, emerge il ritratto di un’associazione giovane che ha scelto la concretezza, la serietà e l’ascolto come metodo di lavoro. Un bilancio che parla di numeri, presenze e relazioni costruite passo dopo passo sul territorio.
Il 2025 è stato il primo anno di attività di Panta Rei: che bilancio si sente di fare dopo questi primi mesi di lavoro sul territorio?
Il 2025 è stato un anno ricco di iniziative e di soddisfazioni.
Sono stati organizzati 7 eventi dai contenuti più svariati (storia, attualità, servizi ai cittadini, valorizzazione di eccellenze del territorio, radici e toponomastica legate al nostro dialetto, temi umani e civili) che hanno visto la partecipazione di oltre 500 persone. Sono state create pagine social che hanno superato i 2200 followers in meno di un anno e hanno raggiunto picchi di oltre 39 mila visualizzazioni a settimana. Sono state create tre rubriche “MONDO E DINTORNI”, “CULTURA E TRADIZIONI” ed il seguitissimo “LO SAPETE CHE…”
Secondo il Direttivo dell’Associazione, il bilancio non puó che essere positivo.
Panta Rei ha organizzato diversi eventi in provincia di Cuneo: qual è stato quello che, più di altri, le ha dato la conferma di essere sulla strada giusta?
Tutti i convegni organizzati da Panta Rei hanno visto una presenza attiva e numerosa di persone che è andata da un minimo di 60/70 partecipanti con picchi di 250 ad evento (per un totale di oltre 850 spettatori).
Ogni singolo incontro ha dato grande soddisfazione al direttivo dell’associazione che ha organizzato sempre con serietà e grande impegno.
Anche le istituzioni ci hanno dato grande sostegno. Panta Rei, nell’arco del 2025 è riuscita ad avere 45 patricini di amministrazioni pubbliche, dei quali 40 in un solo evento.
Quali erano gli obiettivi principali dell’associazione quando siete partiti e quali sente di aver già raggiunto in questo primo anno?
Possiamo affermare con grande soddisfazione ed orgoglio di aver raggiunto tutti gli obiettivi prefissatici: abbiamo valorizzato il territorio, la nostra cultura, le nostre tradizioni e le nostre eccellenze; siamo riusciti a coinvolgere i giovani (che in alcuni eventi hanno partecipato anche come relatori); i temi affrontati nei vari convegni sono stati magistralmente descritti e presentati da relatori altamente qualificati; le amministrazioni locali hanno partecipato e, talvolta, patrocinato gli eventi; sono stati affrontati anche temi dall’altissimo valore sociale, civile ed umanitario.
Che risposta avete ricevuto dal pubblico e dalle comunità locali durante gli eventi organizzati nel 2025?
La risposta delle comunità locali è stata senza ombra di dubbio assolutamente positiva. Varie associazioni territoriali, numerose istituzioni locali e tantissime persone hanno creduto in noi e ci hanno dato la loro fiducia con presenze partecipate e numero, con patrocini e con un altissimo livello di attenzione durante ogni manifestazione.
Quanto è importante, secondo lei, creare occasioni culturali diffuse sul territorio e non concentrate solo nei grandi centri?
Nei grandi centri ci sono più occasioni e strumenti per incontrare e dialogare con il pubblico. È più difficile essere presenti tra le piccole comunità territoriali. Da qui la nostra scelta, giustificata e fruttuosa.
In questo primo anno, qual è stata la difficoltà più grande da affrontare e cosa vi ha insegnato come associazione?
Sicuramente per un’associazione culturale neonata la difficoltà che maggiormente preoccupava era quella di conquistare la credibilità delle persone. Siamo peró riusciti a dimostrare l’originalità e la serietà del nostro operato e fin dal primo evento organizzato, la risposta delle persone e stata assolutamente positiva e oltre le previsioni e gli obiettivi prefissati.
Guardando al futuro, che tipo di attività ed eventi vorreste sviluppare nel 2026 per continuare a crescere in provincia di Cuneo?
É già stato organizzata per gennaio una prima riunione del Direttivo per programmare gli incontri da organizzarsi per il 2026.
Certamente in primis ci sarà la volontà di mantenere e consolidare la considerazione rivolta all’Associazione nel corso del 2025, con l’obiettivo arduo ma non impossibile di provare ad aumentare ed incrementare.
È un percorso favorevole il nostro, che si arricchisce della verifica costante della costruttività dei rapporti e della convergenza di propositi dei dirigenti dell’Associazione.














