La scomparsa del senatore Natale Carlotto, avvenuta all’età di 94 anni, ha suscitato un cordoglio unanime nel territorio cuneese. Dalla Provincia di Cuneo al mondo agricolo, il ricordo converge su una figura che ha saputo unire visione istituzionale, radicamento territoriale e capacità di dialogo, lasciando un segno profondo nella vita pubblica della Granda.
A nome dell’Amministrazione provinciale, il presidente Luca Robaldo ha sottolineato il valore di un percorso politico e umano che continua a essere punto di riferimento: “Salutiamo una figura di primo piano della nostra realtà provinciale. Innumerevoli le sue iniziative e enorme il suo impegno per l’agricoltura e per i territori montani. Ancora oggi la ‘legge Carlotto’ viene richiamata come esempio concreto di attenzione alle aree interne”. Un lavoro, ha ricordato Robaldo, che ha saputo anticipare temi oggi tornati centrali nel dibattito istituzionale.
Parole che trovano piena sintonia anche nel mondo agricolo. La Cia Agricoltori Italiani di Cuneo, attraverso il direttore provinciale Igor Varrone, ha voluto rendere omaggio a una figura capace di interpretare i bisogni reali del settore: “Riconosciamo al senatore Carlotto il grande merito di aver saputo tradurre l’ascolto del territorio in risultati concreti, in particolare per l’agricoltura di montagna. La provincia di Cuneo perde uno dei suoi principali interpreti, rispettoso degli avversari e aperto al dialogo”. Risultati che, per la Cia, restano ancora oggi un riferimento difficilmente eguagliabile.
Un ricordo più articolato arriva dalle parole di Gianfranco Falco, presidente di Cia Cuneo negli anni in cui Carlotto guidava la Coldiretti provinciale, su fronti politici diversi. Falco ha richiamato un percorso iniziato nei primi anni Settanta, quando i rapporti tra le organizzazioni agricole erano fortemente segnati da contrapposizioni ideologiche: “Erano anni in cui il confronto era duro e spesso non lasciava spazio al dialogo. Con Carlotto, però, gradualmente questa contrapposizione si attenuò”.
Secondo Falco, proprio questa evoluzione rappresenta uno degli elementi distintivi della figura dell’ex senatore: “Pur restando differenze nette tra le sigle, si avviarono iniziative condivise e maturò una reciproca stima tra dirigenti. Un merito che va riconosciuto a Carlotto, capace di anteporre gli interessi dei contadini e del territorio alle appartenenze”.
Falco ha poi ricordato anche il rapporto personale nato negli anni successivi, culminato nel progetto per il lago della Valle Stura: “Nel 2010 mi cercò per costruire insieme, a titolo personale, un comitato a sostegno di un’idea strategica per l’acqua e per l’economia provinciale. Da lì nacque un legame fatto di incontri, confronti pubblici e amicizia sincera”. Un’esperienza che, nel ricordo, restituisce l’immagine di un uomo politico capace di guardare lontano e di costruire relazioni durature.
Anche Coldiretti Piemonte ha voluto esprimere profondo cordoglio per la scomparsa di Carlotto. Direttore della Coldiretti di Cuneo per 31 anni, dal 1960 al 1991, e Presidente della Federpensionati Nazionale Coldiretti dal 1995 al 2010, anni in cui è stato anche vicepresidente del Comitato europeo degli anziani rurali. Accanto all'impegno sindacale, Carlotto ha avuto una lunga carriera istituzionale e parlamentare, dal 1976 ha ricoperto l’incarico di onorevole e poi quello di senatore fino al 1994. È stato eletto per cinque legislature, contribuendo all'attività legislativa con 26 leggi approvate su sua proposta, 63 sostenute e 374 atti interrogativi.
“Una figura storica e di grande importanza per la nostra Organizzazione, non solo Presidente ma forte animatore dei Pensionati di Coldiretti – ricorda Sergio Barone, presidente dei Pensionati Coldiretti Piemonte -. Al suo nome sono legate riforme rilevanti per il mondo agricolo e montano, tra cui la riforma dei patti agrari e l'ultima legge dedicata alla montagna, maturate anche grazie al lavoro svolto negli uffici della Coldiretti. Lo ricordiamo per il suo grande impegno e lucidità fino all’ultimo e per averci trasmesso la sua grande passione e tutta la sua grinta nell’affrontare le varie attività sindacali”.
“Natale Carlotto, un grande sindacalista, è stato un uomo che ha vissuto la Coldiretti come una missione, mettendo sempre al centro le persone, il lavoro agricolo e il bene del territorio, con competenza, visione e profonda umanità – affermano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale -. Il suo impegno non si è mai limitato agli incarichi ricoperti: ha promosso associazioni, consorzi e strumenti di cooperazione che hanno segnato la crescita dell’agricoltura. È stato tra i protagonisti di iniziative innovative che hanno unito sviluppo economico, ricerca e attenzione alle persone, con uno sguardo costante al futuro delle aree rurali e montane”.
Tanti gli interventi del mondo politico, tra cui quello dell'onorevole Monica Ciaburro: "Dire addio a Natale Carlotto è come perdere un pezzo di storia importante della nostra provincia e non solo. Il suo essere un politico non era altro che una manifestazione competente e pragmatica, del suo attaccamento al nostro territorio e alla sua gente. Attento alle persone, al loro modo di vivere la quotidianità ha rappresentato un esempio per tutti noi politici della Granda, che siamo arrivati dopo, in altri tempi e in situazioni ben diverse ma che Natale Carlotto sapeva leggere ed interpretare, capire e sostenere con la lucidità di una persona che per indole si è sempre interessata agli altri, dedicandosi con passione ed intelligenza a creare una politica fatta di concretezza e comprensione".
Il ricordo prosegue con una nota personale: "Custodisco tra i miei ricordi più preziosi ogni incontro, ogni telefonata e soprattutto ogni lettera scritta di suo pugno. Ogni sua parola era un concentrato di saggezza, data non tanto - o non solo - dall’esperienza, quanto dalla sua capacità di vedere oltre, capire fino in fondo, impegnarsi al massimo per trovare il modo più giusto e condiviso di agire per il bene della comunità. Preziosi i suoi consigli per formulare la Legge sulla Montagna, la sua montagna tanto amata e per la quale per primo realizzò una legge ancora moderna, attuale, adeguata. Ha dedicato tutta la sua vita all’agricoltura e al territorio cuneese, diventando un esempio di intelligenza coerente e vivace. Sempre pronto, disponibile. Sempre, come si dice adesso, “sul pezzo”. Grazie Natale per tutto ciò che hai fatto per la tua provincia, rendendola ancora più 'Granda'".
Un messaggio anche da CAP Nord Ovest esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Natale Carlotto, figura storica di Coldiretti e dell’agricoltura italiana, che ha dedicato l’intera vita al mondo rurale con passione, rigore e spirito di servizio. È stato Direttore della Coldiretti di Cuneo dal 1960 al 1991 e Presidente della Federpensionati Nazionale Coldiretti dal 1995 al 2010, ricoprendo anche l’incarico di vicepresidente del Comitato europeo degli anziani rurali. Dal 1961 al 1982 ha ricoperto il ruolo di Amministratore Presidente del Consorzio Agrario di Cuneo, contribuendo alla realizzazione di una nuova sede provinciale e di un Centro mercatale con mangimificio a Fossano e accompagnando il Consorzio in una fase di profonda riorganizzazione. Un percorso che ha favorito il rafforzamento e il coordinamento del sistema consortile, ponendo le basi per l’evoluzione che ha condotto all’attuale Consorzio Agrario delle Province del Nord Ovest. CAP Nord Ovest ne ricorda con riconoscenza la competenza, la visione, l’impegno e la profonda umanità, unendosi al cordoglio dei familiari e di tutto il mondo agricolo.