Quando mancano pochi mesi al voto, sinistri scricchiolii si registrano in seno all’amministrazione comunale di Peveragno.
Varie sedute, alcune andate deserte, per consentire l’approvazione del bilancio di previsione 2026 insieme a varie altre fibrillazioni che dimostrano come la tensione in vista delle prossime elezioni comunali cominci farsi sentire.
L’assessore Roberto Rubero, che si era dimesso, è stato sostituito nell’ultima seduta dell’anno da Antonella Arlotto, ma si è aggiunta l’uscita dalla maggioranza di Fabrizio Pellegrino.
La minoranza consiliare – sostenendo che la maggioranza non abbia più i voti per governare - ha presentato nella seduta del 29 dicembre, una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Paolo Renaudi, mozione che è stata respinta pur registrando nuovi sfilacciamenti nelle fila della maggioranza.
La richiesta di dimissioni è stato un atto puramente politico dal momento che la consiliatura è prossima alla scadenza.
Peveragno andrà al voto nella tarda primavera con un anno di ritardo rispetto alla scadenza ordinaria.
Si era votato nel 2020 ma, in conseguenza della pandemia, il mandato di sindaco e giunta era stato prolungato di un anno.
Allora la sfida elettorale si era risolta a favore della lista “Idee Insieme per Peveragno, guidata dall’attuale sindaco Paolo Renaudi col 51,80%, una riconferma dopo la prima elezione avvenuta nel 2015.
La lista sfidante, capeggiata da Adriano Renaudi di “Siamo Peveragno”, aveva ottenuto il 48,20%.
Da quel che si evince, si è in presenza di un rimescolamento di carte nella compagine di “Idee Insieme per Peveragno”, percepitosi chiaramente in occasione dell’approvazione del bilancio, l’atto amministrativo più importante dell’anno.
In paese la febbre da voto sta salendo ed è destinata ad accentuarsi nei prossimi mesi, quelli che precedono il ritorno alle urne.














