Economia - 10 gennaio 2026, 07:00

Le agenzie anti-corruzione vanno a indagare nel Parlamento ucraino

Le due agenzie anti-corruzione dell’Ucraina NABU e SAPO hanno svolto a fine dicembre delle perquisizioni negli uffici parlamentari di Kiev. Hanno pure accusato le autorità di sicurezza di averne intralciato l’attività investigativa. Come riporta il sito Strumenti Politici, con questo quadro negativo lo scandalo corruzione che è scoppiato in autunno continua ad allargarsi. I media ucraini hanno fatto circolare i nomi dei possibili sospettati, tutti appartenenti al partito di Zelensky. 

Sono quattro deputati, di cui uno è capo della commissione Trasporti e Infrastrutture e che era sotto intercettazioni da circa due anni. Costoro avrebbero ottenuto delle tangenti, anche sotto forma di mazzette in contanti, per votare a favore di determinati provvedimenti. Secondo le prime indiscrezioni fornite dalle stesse agenzie, si tratterebbe un sistema di corruzione che ha infettato molti del lavoro parlamentare. 

Uno dei sospettati inoltre ha dei rapporti di lunga data con lo stesso Zelensky. Le ambigue operazioni di compravenduta effettuate portano a quest’ultimo, pur non essendogli imputabile alcuna irregolarità o azione illegale. Gli agenti hanno perquisito anche i locali del centro congressi Parkovyi, dove si trovano degli uffici in cui ha sede il partito presidenziale Sluha Narodu (Servitore del Popolo). In particolare, gli inquirenti del NABU hanno detto che le guardie hanno bloccato loro l’accesso alla Verkhovna Rada, il parlamento monocamerale ucraino. Per quanto riguarda il blocco opposto dalle guardie all’ingresso, hanno denunciato che si è trattato un’interferenza fatta in palese violazione delle leggi vigenti. 

Il Dipartimento per la Sicurezza dello Stato ha ammesso di aver inizialmente trattenuto gli ufficiali che volevano entrare, ma di averlo fatto solo per il tempo necessario a controllare i documenti.




 


 

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