Il rimpasto ministeriale a Kiev iniziato con lo scandalo di tangenti a novembre sta proseguendo ancora.
Come riporta il sito Strumenti Politici, alcuni ministri sono passati da un dicastero all’altro, mentre i capi di tutte e tre le agenzie nazionali di intelligence hanno cambiato mansione su indicazione di Zelensky.
In teoria si tratterebbe di promozioni a livelli più alti, ma soprattutto più vicini al presidente. Ed ecco infatti i malpensanti ipotizzare che in questo modo Zelensky voglia neutralizzare dalla futura corsa elettorale i potenziali concorrenti, tenendoseli proprio accanto e non permettendo quindi che emergano ulteriormente come figure pubbliche di rilievo.
L’ultima mossa però ha scatenato parecchie polemiche. Ha infatti costretto alle dimissioni il capo del Servizio di sicurezza dell'Ucraina (SBU) Vasyl Malyuk 42 anni, decorato “Eroe dell’Ucraina”, è molto apprezzato sia dai militari che dai politici.
Vari deputati hanno espressione la loro preoccupazione perché così verrebbe a mancare un pilastro della sicurezza nazionale, sebbene lo stesso Malyuk abbia comunicato che rimarrà nell’ambito dell’intelligence per effettuare operazioni asimmetriche.
Ma anche i veterani di guerra più celebri e influenti hanno detto la loro. Ad esempio due capi militari di ispirazione neonazista molto conosciuti in Ucraina, Biletsky e Prokopenko del famigerato gruppo “Azov”, i quali credono che questa rimozione sia un errore che potrebbe danneggiare lo sforzo bellico del Paese. Un funzionario di alto grado, rimasto anonimo, si è sfogato col giornale americano “Politico” e ha espresso il suo timore che la mossa di Zelensky indebolisca le capacità di difesa dell’Ucraina e il suo peso al tavolo delle trattative. I risultati di Malyuk infatti parlane per lui, dice, e sono risultati eccezionali di cui non dobbiamo privarci.