Venerdì 6 febbraio, dalle ore 18 alle 19, si terrà in Via Cavour a Bra un incontro pubblico dal titolo "Sicurezza o Repressione?", organizzato dalla Rete Cuneese per la Palestina. L'evento si propone di aprire un confronto critico sul nuovo Decreto Legge sulla Sicurezza e sulle sue implicazioni per i diritti civili e la libertà di espressione.
In un comunicato diffuso per presentare l'iniziativa, la Rete Cuneese per la Palestina esprime "forte preoccupazione" per il nuovo decreto, definendolo "un altro provvedimento che promette sicurezza, ma produce meno diritti, meno fiducia, meno libertà".
Gli organizzatori collegano l'attuale dibattito sulla sicurezza alle riflessioni emerse durante il recente Giorno della Memoria, sostenendo che "quando, in nome della sicurezza, si risponde con repressione, aumento delle pene, controllo e silenziamento del dissenso, si ripropone una logica antica che riduce la complessità sociale a un problema di ordine pubblico".
Durante l'incontro verranno affrontate diverse questioni. La Rete pone interrogativi sui reali destinatari delle politiche di sicurezza, chiedendosi se queste tutelino effettivamente chi subisce razzismo, violenze di genere, discriminazioni, o chi vive in condizioni di precarietà e marginalità.
Il movimento critica quello che definisce un modello sociale in cui "consumare è normale" mentre "pensare, organizzarsi, dissentire crea problemi", denunciando la scelta di "reprimere piuttosto che investire in educazione, prevenzione, spazi di incontro".
Nel presentare l'evento, la Rete fa riferimento anche agli episodi del 31 gennaio a Torino, dichiarando la propria contrarietà a ogni forma di violenza. Tuttavia, precisano: "Rifiutare la violenza non significa accettare che ogni conflitto venga criminalizzato, che ogni dissenso venga trattato come una minaccia".
L'incontro si propone come momento di riflessione collettiva aperto alla cittadinanza. "Una sicurezza che cancella i diritti non è sicurezza, è solo paura istituzionalizzata", affermano gli organizzatori, invitando a partecipare "senza violenza, ma senza rinunciare al pensiero critico, al dissenso, alla responsabilità collettiva".
L'appuntamento è fissato per venerdì 6 febbraio in Via Cavour a Bra, con inizio alle ore 18.














