Attualità - 04 febbraio 2026, 13:15

Decreto RED III, Confartigianato chiede correzioni: "Penalizza migliaia di imprese impiantistiche"

Riccardo (Area Impianti Cuneo): "Eccessi regolatori e duplicazione di adempimenti". L'associazione scrive ai ministri Fratin e Urso per attivare un tavolo di confronto

Roberto Riccardo, presidente Area Impianti di Confartigianato Imprese Cuneo

Il decreto legislativo per il recepimento della direttiva UE RED III rischia di provocare effetti “pesantemente penalizzanti e destabilizzanti” per decine di migliaia di micro e piccole imprese del settore impiantistico. È quanto sottolinea Confartigianato in una lettera inviata ai Ministri dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, e delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, chiedendo un intervento correttivo.

Le maggiori criticità riguardano la qualificazione dei soggetti che operano nel settore delle energie rinnovabili. In particolare, il decreto introduce di fatto un sistema di qualificazione aggiuntivo e parallelo rispetto alla normativa in vigore per la progettazione, installazione e manutenzione degli impianti tecnologici, inclusi quelli alimentati da fonti rinnovabili.

«Il decreto, - spiega Roberto Riccardo, presidente Area Impianti di Confartigianato Imprese Cuneo – introduce ulteriori livelli regolatori rispetto a quanto richiesto dalla direttiva europea, in contrasto con i principi di semplificazione, proporzionalità e coerenza normativa. Gli effetti sono duplicazione degli adempimenti a carico delle imprese già abilitate, nuovi oneri economici e organizzativi non sostenibili e un grave rischio di incertezza applicativa».

Confartigianato chiede l’attivazione di un tavolo di confronto interministeriale per correggere il provvedimento eliminando gli eccessi regolatori e per prevedere un congruo periodo transitorio per non compromettere la tenuta del settore impiantistico e non pregiudicare gli obiettivi della direttiva sulla transizione energetica.

cs