Crissolo ripropone il corteo del ‘Bussolin’, tradizionale rappresentazione legata al periodo di Carnevale, sabato 14 febbraio.
Una ventina di figuranti rievoca la storia popolare cantando in piemontese, accompagnati dal suono della fisarmonica.
“È la rievocazione di un racconto – spiegano gli organizzatori - di una giovane fanciulla che, smarritasi mentre raccoglie le more, viene nascosta da un contadino intento a lavorare la vigna in un cespuglio di rose, ‘il buisson’, da cui deriva il nome della festa. Sarà poi lo stesso contadino a indicare il nascondiglio al re del castello, che dopo varie peripezie riuscirà a conquistare la giovane e a farne la propria regina”.
La festa, organizzata dalla Proloco con la collaborazione degli esercizi commerciali del paese, prenderà il via nel pomeriggio alle 15,30 con il corteo dei figuranti, composto quest’anno per la prima volta anche da bambine e bambini e da giovani ragazze e ragazzi di varia età, parte dalla piazza del municipio e si muove nel paese proponendo la rappresentazione nei pressi di bar e ristoranti; la partecipazione al corteo e alle danze è libera per tutti coloro che lo desiderano.
Alle 19,30, nella Sala delle Guide, si terrà la cena conclusiva a base di polenta e succulente pietanze preparate secondo antiche ricette crissolesi dai ristoranti locali.
Al termine della cena avrà luogo un’ulteriore rappresentazione del ‘Bussolin’. La serata si concluderà con balli occitani, accompagnati dal suono della fisarmonica di Alberto Saltarello, che seguirà inoltre il corteo per tutto il pomeriggio.
Quest’anno il ruolo del re è stato affidato al giovane studente universitario astigiano Lorenzo Dallosta, la cui famiglia è proprietaria di una seconda casa a Crissolo da tre generazioni, mentre la regina sarà interpretata da Mariagiorgia Rossetto, ventenne originaria di Crissolo e allenatrice di minivolley nel Volley Saluzzo e della squadra under 18 nel Volley Marene. Per entrambi, si tratta della prima esperienza in questi ruoli. A completare il trio dei personaggi principali, l’apicoltore crissolese e consigliere comunale Nicola Bessone vestirà i panni dello Zappatore per il secondo anno consecutivo.
Intorno ad essi, si muove un gruppo di una quindicina di figuranti, vestiti con abiti della tradizione contadina dell’alta valle o con curiose varianti sul tema: sono il gruppo che ricorda i questuanti che si spingevano nelle case e nelle baite a chiedere il cibo e il vino, compenso per aver portato a domicilio dei valligiani un breve momento di svago.
Una particolarità scenica di grande effetto è rappresentata dal simbolico cespuglio di rose, ingegnosamente realizzato con un ombrellone decorato da lunghe frange floreali.
L’iniziativa non è solo un momento di festa, ma rappresenta un importante patrimonio della tradizione culturale alpina. Il rito carnevalesco, unico nel suo genere, affonda le radici nel teatro popolare itinerante che fino agli anni ‘50 e ’60 del Novecento animava l’alta valle Po, quando gruppi di giovani si spostavano tra i paesi con carretti e muli, cantando e raccontando la vicenda a scopo di questua. Andata progressivamente perduta, la tradizione è stata recuperata a Crissolo negli anni ‘80 grazie a un attento lavoro di ricostruzione basato sulle testimonianze degli ultimi protagonisti. Dopo una nuova fase di interruzione, il corteo del Bussolin è tornato stabilmente nel calendario delle manifestazioni dal 2016.