Alla fine, dopo le polemiche, le lettere di protesta, le contrapposizioni e le rimostranze incrociate, in Confartigianato Torino si è concretizzato il ribaltone. Dino De Santis, confermato poco prima delle Feste di Natale alla guida dell'associazione di categoria provinciale per il suo quinto mandato, non è più al timone. Al suo posto - nelle vesti di commissario - adesso c'è il cuneese Giorgio Felici, che di Confartigianato è il presidente regionale.
Conosce così la parola fine (almeno per il momento) la tempesta che si è scatenata proprio dopo la conferma del presidente "storico" della provincia di Torino. Una presunta fronda interna, guidata da Stefano Vanzini, delegato di mestiere degli Edili di Confartigianato Torino, che aveva mandato una nota in cui segnalava che la riconferma, a loro giudizio, era avvenuta "in violazione delle norme statutarie".
Una voce rispedita al mittente dal diretto interessato, che ha invece ribadito l'assoluta regolarità delle procedure e della propria rielezione, ma che è inevitabilmente approdata fino a Roma, negli uffici nazionali di Confartigianato. Da qui, la decisione di arrivare a un commissario, che però non è stato scelto "lontano" da Torino. Ed ecco l'interlocuzione che ha portato proprio a Felici, da tempo al timone di Confartigianato Piemonte.
Come detto, però, la partita non è ancora finita visto che l'insediamento del commissario, al momento, non è stato formalmente completato. Il Consiglio direttivo e la giunta di Confartigianato Torino hanno infatti deliberato all'unanimità di non riconoscere la nomina del commissario, in quanto - a loro giudizio - la delibera in questione presenta rilevanti profili di illegittimità, sia di carattere procedurale che sostanziale. Contro questa nomina il Consiglio Direttivo ha dato mandato al presidente di intraprendere ogni opportuna azione a tutela dei diritti e dell'autonomia dell'associazione provinciale e dei propri associati.
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