Quando i loro genitori comprarono quel rudere, alla fine degli anni Ottanta, non c’era nemmeno la strada per arrivarci. C’era solo una casa da sistemare, la montagna intorno e una scelta di vita che, negli anni, ha preso forma passo dopo passo. Oggi, a Monterosso Grana (CN) quel luogo è un’azienda agricola e agrituristica viva, abitata, piena di lavoro. E soprattutto è rimasta casa.


La storia dei fratelli Falco – Emily, Elia e Dennis – nasce proprio qui. Figli di allevatori, sono cresciuti dentro l’azienda, aiutando da sempre, fin da ragazzi, tra stalla, cucina e campi. Poi, come spesso accade, la vita li ha portati altrove. Ma senza mai spezzare davvero il filo.
Il padre, originario della Valle Maira, e la madre, di Pradleves (Valle Grana), avevano iniziato con l’allevamento di vacche da latte, vendendo il latte a un produttore di Castelmagno. Finché, un giorno, arriva la frase che cambia tutto: «Non lo compro più». Invece di arrendersi, la famiglia sceglie di trasformare il latte in proprio, costruendo il caseificio aziendale. Nel 2002 apre anche l’agriturismo, e nello stesso anno arriva un riconoscimento inatteso e prestigioso: un premio internazionale negli Stati Uniti, in Wisconsin, che porta il Castelmagno prodotto qui, a Monterosso Grana, oltre oceano.
Per anni l’azienda va avanti, cresce, si assesta. I figli, intanto, lavorano fuori.
Elia diventa meccanico, lavora in un'officina e poi in fabbrica. Emily fa la commessa in una macelleria, Dennis fa il muratore. Nessuno di loro smette mai di dare una mano in azienda, soprattutto nei momenti più intensi. Si alternano e nei weekend c’è sempre qualcuno che aiuta nell’agriturismo.
Non è una fuga dalla montagna, la loro. È piuttosto un continuo andare e tornare. La domenica, le sere, le stagioni più cariche di lavoro: ci sono sempre. Poi, a un certo punto, arriva il momento di scegliere davvero.



Tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024, i tre fratelli decidono di fare il passo più impegnativo: riprendere in mano l’azienda di famiglia, tornando a viverci e a lavorarci a tempo pieno. A gestire la stalla, che era stata data in gestione. Elia lascia il lavoro da meccanico, Dennis abbandona il cantiere, Emily sceglie definitivamente la cucina e l’accoglienza. Nasce una nuova gestione, giovane ma con radici profonde.
Oggi i ruoli sono chiari, e raccontano bene il modo in cui lavorano insieme.
Emily, con l’aiuto della mamma sempre presente, è il cuore dell’agriturismo: cucina, accoglienza, organizzazione, progetti. Elia è il casaro, segue il caseificio e la trasformazione del latte, portando avanti le ricette di famiglia con l’aiuto delle competenze tecniche necessarie oggi. Dennis governa la stalla e gli animali, occupandosi del bestiame e di tutto ciò che riguarda l’allevamento e la produzione del latte.

Una divisione naturale, che nasce da quello che ognuno ha sempre fatto e sa fare meglio.
Ripartire non è stato semplice. Sono partiti subito con la gestione di 80 capi, con tutte le responsabilità che il latte comporta: controlli, tempi, delicatezza. Per questo i fratelli Falco scelgono di unire tradizione e innovazione, rispettando ciò che si è sempre fatto, ma aggiornandosi per stare dentro un settore che oggi non ammette improvvisazione.


Da quest’anno hanno preso in gestione un alpeggio e per il primo anno hanno prodotto il loro castelmagno in altura. Un’esperienza che è piaciuta moltissimo, che da tempo volevano fare ed è stata una conferma su cosa vogliono fare questi ragazzi.


Intorno, l’agriturismo continua a essere un luogo di riferimento. La cucina è quella tradizionale piemontese, fatta quasi interamente in casa: ravioli, pane, grissini, dolci con il loro latte. E poi c’è lui, il protagonista indiscusso: il Castelmagno Dop, che diventa il simbolo di tutta l’azienda. Il piatto più richiesto? Gli gnocchi al Castelmagno, quelli per cui, ammettono sorridendo, “la gente viene apposta”.
Non è solo un posto dove si mangia. È anche un luogo che racconta. Le sale sono piene di oggetti recuperati negli anni: pezzi di vita contadina, attrezzi, mobili. Una sorta di piccolo museo spontaneo, nato dalla passione dei genitori e oggi custodito dai figli.

E il futuro è già in movimento. Emily ha appena concluso il corso per fattoria didattica e sta lavorando per organizzare visite guidate, laboratori per le scuole, esperienze legate al latte e al formaggio. Un modo per aprire l’azienda, soprattutto nei giorni feriali, e per offrire nuove opportunità a un territorio che spesso ne ha poche. Si aggiunge a tutto questo anche l’ospitalità con delle camere in stile montano e una casa per affitti lunghi.
Questa scelta di restare e investire in montagna è valsa ai fratelli Falco anche il riconoscimento, nel 2024, dell’Oscar Green della Coldiretti, nella categoria Custodi d’Italia, per chi mantiene vivo un territorio che rischia lo spopolamento.
Se si chiede loro che consiglio darebbero a un giovane che sogna di tornare in montagna, la risposta è semplice: avere voglia di lavorare. E aggiungono subito che vivere qui, oggi, non significa isolamento. I servizi ci sono, la scuola passa davanti a casa, la città è a pochi minuti. A volte, dicono, si vive meglio qui che altrove.
La sensazione, andando via da Monterosso Grana, è che questa non sia una storia conclusa. È una storia nel pieno della vita, fatta di progetti, di lavoro quotidiano e di scelte che pesano. Una storia di fratelli che hanno guardato lontano, ma alla fine hanno deciso di restare. E di prendersi cura, insieme, della loro montagna e dell’azienda di famiglia.
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Cinzia Dutto, scrittrice cuneese, ama definirsi una cacciatrice di storie, racconta di storie persone speciali, scelte differenti, montagna e buon vivere.Gira la provincia alla ricerca di vite uniche e particolari. Cinzia ha un profilo instagram https://www.instagram.com/cinzia_dutto_fanny e un sito dove puoi trovare il riferimento a tutte le sue pubblicazioni www.cinziadutto.com













