Attualità - 11 febbraio 2026, 07:56

Bra, al Santuario della Madonna dei fiori una Messa di suffragio per le vittime delle foibe

Un doveroso tributo di preghiera nel Giorno del Ricordo, celebrato il 10 febbraio con l’esule istriana Luciana Rizzotti

La celebrazione del Giorno del Ricordo a Bra con Luciana Rizzotti (foto di Stefano Tibaldi)

Martedì 10 febbraio la città di Bra ha onorato il Giorno del Ricordo. Venne istituito con la Legge n. 92 del 30 marzo 2004, approvata a grandissima maggioranza dal Parlamento.

Questa solennità civile vuole osservare «La memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati, nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale».

Il Giorno del Ricordo a Bra è stato organizzato dall’Amministrazione comunale, in collaborazione con il Comitato cittadino per l’affermazione dei valori del 27 gennaio, del 10 febbraio e del 25 aprile, e l’Istituto Storico della Resistenza di Cuneo.

La celebrazione è culminata con la Messa al Santuario della Madonna dei Fiori; preceduta dalla deposizione della corona di alloro e dagli interventi tenuti dal sindaco Gianni Fogliato per il profilo istituzionale, dove ha auspicato che la città diventi “Palestra di pace” dal professor Emanuele Forzinetti per il quadro storico e dall’esule istriana Luciana Rizzotti con la sua drammatica testimonianza, davanti alla platea di autorità, associazioni combattentistiche e cittadini riunita in piazza Martiri delle Foibe.

Con il vocabolo “foibe” si indicano delle grandi cavità carsiche di origine naturale con un ingresso a strapiombo. È in quelle voragini dell’Istria che furono gettati, vivi e morti, quasi 20mila italiani.

Per non dimenticare, il Caffè Letterario di Bra invita a leggere la pubblicazione dell’esule istriana Luciana Rizzotti che dal 1954 è residente nella città della Zizzola. Nel suo libro “1945 - 1956. Il grande esodo”, ha raccontato in prima persona le drammatiche vicende che ha vissuto sulla sua pelle.

La sua storia è simile a quella dei 350mila esuli che hanno lasciato le loro terre native italiane in Istria, Dalmazia e parte della Venezia Giulia a causa del Trattato di Parigi, firmato il 10 febbraio 1947. Le nazioni vincitrici della Seconda Guerra Mondiale (Stati Uniti, Russia e Inghilterra) decisero che l’Italia dovesse cedere quei territori alla Jugoslavia del Maresciallo Tito, alleato dei russi.

Una storia difficile da raccontare, ma lei ci è riuscita e, nonostante l’età, non si sottrae al compito di portare la sua personale testimonianza alle giovani generazioni, ma anche un messaggio, che è di pace e di libertà.

Silvia Gullino