Un tema che continua a far discutere quello dell'aumento prima annunciato e poi avvenuto nella zona dell'ospedale di Cuneo, dove le tariffe sono cresciute di circa l'11,5% in tutte le aree, da quella carissima di fronte all'ospedale, dove si paga 2,45 euro l'ora a quella nelle vie limitrofe, dove si scende ad 85 centesimi.
Non fa eccezione il Movicentro. Non solo sono aumentate le tariffe, ma sono state cancellate le agevolazioni per il personale sanitario. Restano invece valide per il personale delle Ferrovie dello Stato.
Il costo per l'abbonamento mensile diurno è passato da 57,5 a 70 euro, il notturno da 23,5 a 29 e il full time da 68 a 83 euro.
I sanitari sono sul piede di guerra e così i sindacati del comparto.
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Pubblichiamo la presa di posizione della Cgil e del suo segretario generale Carmelo Castello
La Funzione Pubblica CGIL di Cuneo esprime una ferma e netta contrarietà all’aumento delle tariffe dei parcheggi del Movicentro e delle aree adiacenti all’ASO Santa Croce e Carle, nonché alla sospensione delle tariffe agevolate finora previste per il personale ospedaliero.
Una decisione che colpisce direttamente lavoratrici e lavoratori della sanità: medici, infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici e personale amministrativo che ogni giorno garantiscono il funzionamento di un presidio essenziale per il territorio.
L’utilizzo dell’auto privata, sottolinea il sindacato, non è una scelta di comodità, ma una necessità imposta da turni notturni, reperibilità, orari spezzati e spesso incompatibili con il trasporto pubblico.
Eliminare le agevolazioni e aumentare il costo della sosta significa, di fatto, imporre una vera e propria tassa sul lavoro, scaricando su chi assicura un servizio pubblico fondamentale le conseguenze di scelte gestionali che non tengono conto della realtà quotidiana dell’ospedale. Una misura che si inserisce in un contesto già critico, segnato da carichi di lavoro insostenibili, carenza cronica di personale e mancato riconoscimento economico e professionale.
Le ricadute negative non riguardano solo il personale, ma anche cittadini e pazienti. L’aumento delle tariffe rende infatti più oneroso l’accesso alle cure e penalizza chi è costretto a recarsi frequentemente in ospedale per visite, terapie o per assistere familiari ricoverati.
“L’ospedale non è un centro commerciale né una zona a vocazione turistica – ribadisce la FP CGIL – ma un presidio essenziale di servizio pubblico”. Pur non mettendo in discussione la necessità di regolamentare la sosta o di coprire i costi di gestione, il sindacato chiede un intervento immediato per correggere una decisione che appare profondamente ingiusta.
La richiesta è chiara: rivedere il provvedimento, ripristinare subito le tariffe agevolate per il personale ospedaliero.
Per questo la Funzione Pubblica CGIL di Cuneo auspica che l’amministrazione e i soggetti coinvolti riconsiderino le scelte adottate, nell’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori.