Speciale - 12 febbraio 2026, 15:07

L'ADDIO A MARIA FRANCA FERRERO / Cinquantatré anni al fianco di Michele, il dolore per Pietro, l’amore per i cinque nipoti: "Così mi chiese di sposarlo" [FOTO]

Dal lavoro di traduttrice nella sede torinese dell’azienda alle nozze con l’industriale. La famiglia e l’impegno nella Fondazione: "Una donna dotata di coraggio sostiene e consiglia il marito. Di Michele ho sempre ammirato l’intelligenza e l’umana generosità"

L'intitolazione dell'ospedale di Verduno a Michele e Pietro Ferrero

"A chi le cita il detto 'al fianco di un grande uomo c’è sempre una grande donna' Maria Franca risponde: «In questo caso mi aiutano gli studi classici. Gli antichi latini, se ricordo bene, dicevano Dotata animi mulier virum regit, e cioè una donna dotata di coraggio sostiene e consiglia il marito. Ecco, io sono stata per cinquantatré anni a fianco di una persona di grandi valori»".

Raccolte da Salvatore Giannella nella biografia "Michele Ferrero. Condividere valori per creare valore" (Salani, 2023), le parole di Maria Franca Ferrero, scomparsa oggi a 87 anni, offrono una lettura autentica dei tratti più nascosti della sua unione con colui che, con lei al fianco, si affermerà come uno dei più noti industriali d’Italia. A suggellare un sodalizio durato più di mezzo secolo, le nozze celebrate il 19 marzo 1962 nella chiesa di San Giovanni Battista a Savigliano.

Diplomata al Liceo Classico "Arimondi" di Savigliano – racconta al giornalista –, lei voleva fare la traduttrice mentre i genitori la sognavano laureata in farmacia. Frequenterà la Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori a Milano. Ottenuta la certificazione in inglese a Cambridge, vivrà sette mesi in Germania per studiare il tedesco prima di rientrare in Italia nel 1961 e accettare la proposta di lavoro arrivata da un amico, l’avvocato Luciano Chiesa, destinato a diventare uno dei pilastri dell’ufficio legale di una Ferrero che stava gettando le basi di una crescita eccezionale, che nel giro di pochi anni la consacrerà a gruppo dolciario tra i più rilevanti d’Europa.

Assunta come traduttrice per l’ufficio di rappresentanza in corso di apertura in corso Marconi a Torino, fu lì che la giovane traduttrice conobbe quello che divenne presto suo marito. Nel giro di un anno lui le chiederà di sposarlo: "Sarei contentissimo che tu, Maria Franca, rispondessi di sì alla mia proposta di sposarti.  Ma pensaci bene. E bada, se accetti, sposi un uomo che ti parlerà sempre di cioccolato".

[Una foto storica dall'album di Michele Ferrero e Maria Franca Fissolo pubblicata sul profilo Facebook del giornalista Mario Calabresi]

"Di Michele – confessa lei al suo intervistatore – ho sempre ammirato l’intelligenza e l’umana generosità, mi stupiva la capacità che aveva di leggere i bisogni latenti delle persone, ma anche di coniugare le sue conoscenze con la mia sensibilità, il suo ruolo di padre e le diverse culture del mondo. L’attenzione che dedicava alle sue invenzioni era la stessa che dedicava ai suoi dipendenti"

Convoleranno a nozze a Savigliano – lui avrebbe voluto ad Alba, ma lei si impuntò. Lei aveva 22 anni, lui 36.

L’anno dopo, l’11 settembre 1963, sarebbe nato il primogenito Pietro. Il 21 settembre 1964 vedrà la luce Giovanni, che oggi è il presidente esecutivo di un’azienda diventata intanto una multinazionale forte di 50mila collaboratori e prossima al traguardo dei 20 miliardi di euro di fatturato. Arrivarono, i figli, "con grande gioia nostra e delle nostre maestranze, che impararono subito a conoscerli fin dai primi giorni della loro vita", racconta Maria Franca a Giannella.

Il racconto prosegue, ripercorrendo le tappe di una vita difficile da condensare nel capitolo dedicato alla coppia. Un’unione della quale è impossibile non toccare le tappe dolorose. "Ricordi che oggi fanno male", come scrive Giannella: "Sì, la vita ci ha dato tanto, ma ci ha anche tolto molto. Perdere un figlio non è umano. E noi abbiamo perso Pietro a 47 anni, morto d’infarto come era capitato al nonno Pietro e allo zio Giovanni. A elaborare questo lutto mi hanno aiutato la nostra unione forte e la fede religiosa. E la capacità di mio marito che ha saputo sostenere il mio dolore di madre. Lui ha sempre saputo sorreggere la mia sensibilità nei momenti più difficili".

Il conforto della famiglia le arriverà anche dalla vicinanza dei cinque nipoti. Michael, Marie Eder e John, nati dal matrimonio di Pietro con Luisa Strumia, Michele e Bernardo, figli di Giovanni e di Paola Rossi. "Con loro c’è un rapporto di grande amore. Ci scambiamo curiosità di bambino ed esperienza di nonna. Ci lega un grande senso di protezione (…). Io li amo tutti, i miei nipoti, perché ognuno ha qualcosa di unico e in ognuno di loro vedo uno dei miei figli".

Undici anni fa, il 14 febbraio 2015, la morte di Michele. "Sono molti i giorni felici – ricorda quando il giornalista le chiede quale in 53 anni le sia rimasto più impresso –. Ma quello che rimane quotidianamente nella mia mente è il suo penultimo giorno di vita. In quel momento ho capito cosa sarebbe stata la mia vita senza la sua".

In questi undici anni la Ferrero è cresciuta e cambiata, sotto il forte impulso di Giovanni, come sono proseguite senza sosta le attività della Fondazione Ferrero, nata nel 1983 come Opera Pia intitolata a Piera, Pietro e Giovanni Ferrero. Sin dai suoi primi passi toccò a Maria Franca condurne le attività, ricreative e di assistenza a favore degli ex dipendenti prima ancora che caratterizzate dai convegni e dalle mostre di respiro internazionale che da tempo ne caratterizzano l’agenda. Il motto che ne informa l’operato, "lavorare creare donare", è lo stesso in forza del quale la sua presidente opererà su molti dei fronti che nel tempo l’hanno vista quale ambasciatrice sul territorio della famiglia, costante presenza in prima fila alla cerimonia inaugurale della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, molto spesso accompagnata dalla nuora Luisa.

In questo senso si ricordano le importanti donazioni effettuate a favore del nuovo ospedale di Verduno, che nel settembre 2020 verrà intitolato alla memoria dei compianti Michele e di Pietro. Costante la sua presenza al fianco della Fondazione Ospedale Alba Bra, che nel 2022 volle attribuirle il suo Premio Gratitudine. "Sentiremo molto la sua mancanza – dice Luciano Scalise, che della Fondazione Ospedale è direttore (nella foto sotto) –. Siamo vicini alla famiglia, alla Fondazione Ferrero e all’industria Ferrero per il grave lutto. La signora Maria Franca ci è sempre stata molto vicina. In questi anni abbiamo avuto modo di avere con lei rapporti diretti e le eravamo molto affezionati. Ci mancherà molto".

Cordoglio condiviso dalla direttrice generale dell'Asl Cn2, Paola Malvasio: "A nome della Direzione e di tutti i dipendenti dell'Asl Cn2 desidero esprimere il più profondo cordoglio per la scomparsa della signora Maria Franca Ferrero, una persona che da sempre ha saputo e voluto essere vicina al territorio e a chi lo abita. Insieme al marito Michele e ai figli Pietro e Giovanni, si è da sempre prodigata per mettere a disposizione dell'Azienda Sanitaria e dei suoi presìdi risorse importanti a supporto di una sanità di livello per i cittadini. Il suo sostegno concreto e la dedizione verso la comunità resteranno esempio prezioso e ricordo indelebile".

LA CONSEGNA DEL PREMIO GRATITUDINE

Ma nella cittadina langarola è altrettanto presente e diffusa – testimoniano in tanti – una sincera vicinanza da parte di tante persone che alla vedova Ferrero erano legati da sentimenti di riconoscenza per concreti sostegni ricevuti nel momento del bisogno.

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I funerali di Maria Franca Ferrero si terranno sabato 14 febbraio, alle ore 15 nel duomo di Alba.  Sempre in cattedrale è prevista la recita del rosario, venerdì 13 alle ore 20.30. La camera ardente sarà allestita domani, venerdì 13, in Fondazione Ferrero, dalle ore 10 alle 18.

Foto Mauro Gallo

Col figlio Giovanni

Il generale Figliuolo in visita alla Fondazione Ferrero

Premi agli studenti del Master Ferrero

Con Luciano Scalise, direttore della Fondazione Ospedale

Ezio Massucco