Scuole e corsi - 13 febbraio 2026, 09:17

Un incontro sulle donne e le religioni abramitiche per gli studenti del liceo Arimondi di Savigliano

Quattro prospettive diverse, unite dal desiderio di restituire voce e centralità alle donne nella storia delle religioni

Giovedì 5 febbraio, al Cinema Aurora, si è svolto un incontro intenso e ricco di significato che ha visto protagoniste quattro donne straordinarie, ciascuna espressione di una diversa tradizione delle religioni abramitiche. 

La mattinata ha offerto ai Liceali dell’Arimondi un’importante occasione di riflessione sul ruolo femminile nella storia religiosa e culturale, mettendo in luce figure spesso fraintese o rimaste ai margini della narrazione dominante.

Ad aprire l’incontro è stata Maria Nisi, che ha affrontato il complesso caso di Maria Maddalena, mostrando come la manipolazione dei testi abbia progressivamente fuso in un’unica figura tratti appartenenti a donne diverse, trasformandola nell’immaginario comune in una prostituta redenta. 

Ne emerge invece il ritratto di una donna forte, capace di restare accanto a Gesù fino alla fine e prima testimone della Resurrezione.

È poi intervenuta Maria Teresa Milano, offrendo una rilettura di alcune donne dell’Antico Testamento. 

A partire da Eva, spesso associata al peccato originale nonostante il divieto divino fosse stato rivolto ad Adamo prima della sua creazione, Milano ha sottolineato come il testo biblico affermi la complementarità originaria di uomo e donna.

L’intervento di Paola Schellenbaum si è sviluppato attorno alla parola chiave “resistere”, proponendo un viaggio nella storia del Protestantesimo attraverso quattro biografie femminili tra Francia e Italia: Jacqueline de Rohan, Marie Durand, Elisa Meynier e Lucilla Jervis.

A chiudere l’incontro è stata Souad Maddhai, che ha coinvolto gli studenti nella scoperta delle basi dell’Islam per poi raccontare la storia di Fāṭima al-Fihriyya (circa 800–880), originaria di al-Qayrawan e trasferitasi a Fès. 

Donna colta e intraprendente, grazie all’eredità paterna fondò nell’859 la moschea di al-Qarawiyyin, attorno alla quale si sviluppò una madrasa considerata la più antica istituzione di istruzione superiore.

Nel loro insieme, questi interventi hanno costruito un autentico spazio di dialogo: quattro prospettive diverse, unite dal desiderio di restituire voce e centralità alle donne nella storia delle religioni. 

Un’occasione molto apprezzata da studentesse e studenti per rileggere il passato con maggiore consapevolezza e guardare al presente con uno sguardo più aperto.