Provincia - 14 febbraio 2026, 07:51

San Valentino: origini e storia del Santo e della festa degli innamorati

La ricorrenza del 14 febbraio fu istituita nel 496 da papa Gelasio I al posto degli antichi Lupercali

Ah, san Valentino, la festa dell’amore! Che una volta si chiamava Lupercalia, e venne abolita nel 496 da un Papa di nome Gelasio, ci pensate? Prima questa festa era celebrata il 15 febbraio e prevedeva festeggiamenti senza freni che comprendevano, tra le altre cose, sacrifici di animali, accoppiamenti selvaggi e spargimenti di sangue per la città. Il Pontefice decise, quindi, di annullare la festa pagana, decretando il culto per il Santo patrono dell’amore e anticipando il tutto di un giorno. Ecco perché si festeggia san Valentino il 14 febbraio.

San Valentino nacque a Interamna (oggi Terni) nel 176 e fu decapitato nel 273 a Roma, all’epoca della persecuzione dell’imperatore Aureliano. La letteratura religiosa descrive il Santo come guaritore degli epilettici e taumaturgo e per questo era stato chiamato a Roma dal filosofo Cratone per far guarire il figlio affetto, pare, da una malattia che ne limitava notevolmente la mobilità.

San Valentino promise la guarigione se tutta la famiglia si fosse convertita. Ambedue le cose si verificarono e la sua fama crebbe tanto che Valentino fu imprigionato e torturato nel tentativo di fargli abiurare la sua fede, senza successo naturalmente. Dopo la decapitazione, alcuni allievi di Cratone, anch’essi convertiti, portarono il corpo del martire a Terni, e lì lo seppellirono.

Curiosità. A Terni sono state ritrovate le ossa di due fidanzati, seguiti da san Valentino, dalla storia controversa. Erano Sabino e Serapia: lui centurione romano e pagano, lei cristiana fervente. Per amore di lei, Sabino si convertì al cristianesimo, ma scoprì, poco dopo, che Serapia era ammalata di tisi, malattia allora incurabile. Non volendo separarsi da lei, Sabino si rivolse a san Valentino il quale benedì le loro nozze e pregò per l’eternità del loro amore. I due morirono abbracciati e ancora oggi le loro ossa riposano in quella postura.

Una leggenda che consegna san Valentino come patrono degli innamorati narra che egli, vedendo due fidanzati litigare, si avvicinò, dando loro una rosa. Dopo aver pregato, il cielo si riempì di coppie di colombi che tubavano, volteggiando sopra i due innamorati. Pace fu fatta e così, accanto all’abbraccio dell’amore, anche le colombe entrarono a pieno titolo nella simbologia del Santo, tanto che l’espressione “piccioncini”, riferita agli innamorati, sembra derivare proprio da questo leggendario miracolo.

La storia finisce qui. E adesso via a festeggiare con regali, libri, musica, cioccolatini, fiori che esprimeranno benissimo i sentimenti che abbiamo nel cuore. 

Silvia Gullino