Compie 50 anni 'Il Paese' e non li dimostra affatto. Bimestrale popolare culturale di informazione indipendente, edito dall’organizzazione di Volontariato E.T.S. 'il paese', con una tiratura di 1900 copie, è diffuso a Magliano Alfieri, Castagnito, Castellinaldo d’Alba, Govone, Guarene e Vezza d’Alba, grazie al lavoro delle redazioni e dei corrispondenti locali.
18 pagine di notizie, approfondimenti, dibattiti, opinioni, cronache dai Comuni, sempre coerenti con i principi deontologici della buona informazione e dell’attenzione particolare ai temi ecologici e della difesa del territorio.
Il numero 'speciale' di Gennaio - Febbraio 2026 racconta la nascita e le prime uscite del periodico, ricorda i collaboratori che non ci sono più, rivive alcuni momenti storici particolari, fa il punto della situazione sul futuro della carta stampata, e sulla sua, ponendosi l’interrogativo al quale risponde Cesare Giudice, uno dei fondatori e anima de 'Il Paese':
“Andremo avanti finchè avremo 'en poc ‘d gambe e en poc ‘d testa' (un po' di gambe e un po' di testa, entrambe necessarie…) e finché ci saranno lettori 'cartacei' che ci sosterranno e volontari che collaboreranno”.
Infatti le entrate de 'Il Paese' sono costituite dalle quote sociali annuali dei lettori (attualmente 13 €) e da eventuali contributi comunali e di Enti vari per la collana delle ristampe triennali del giornale.
Precisa Cesare Giudice:
“Dal 1997 abbiamo abolito le inserzioni pubblicitarie a pagamento, mentre il lavoro dei 6 membri del direttivo dell’associazione 'il paese' e dei circa 40 redattori e collaboratori vari dei 7 comuni coinvolti, è sempre rimasto del tutto volontario e gratuito”.
Il primo numero venne stampato esattamente 50 anni fa.
“Era domenica 8 febbraio 1976 e uscì solo a Magliano Alfieri (300 copie di 4 pagine in bianco e nero, formato cm. 23,5 x 32,5), grazie anche all’iniziale consulenza degli amici Ettore Contino, Beppe Giorello e Virgilio Blardone, redattori del periodico della Pro Loco di Corneliano 'La chiacchiera', nato nel 1973. Fu distribuito gratuitamente all’uscita dalle messe (in quell’epoca molto più partecipate) delle 3 chiese di Magliano, della cui neonata Pro Loco il giornale fu nel primo anno emanazione. Il lancio ebbe successo al di là di ogni nostra aspettativa. Al termine di quella domenica già un centinaio di maglianesi aveva versato la quota minima richiesta per ricevere quattro numeri annui del giornale, quota che ammontava a ben … 1000 lire e che serviva per coprire le sole spese tipografiche, in quanto il lavoro redazionale era, allora come oggi, integralmente volontario e non vi erano ancora spese postali venendo 'Il paese' distribuito manualmente dagli stessi redattori nei suoi primi 10 anni di vita”.
Da allora una storia ininterrotta di contatto con le realtà della sinistra Tanaro, con l’inclusione progressiva dei paesi limitrofi e tanti collaboratori illustri che hanno dato una mano alla stesura degli articoli, fra i quali l’indimenticato Antonio Adriano.
Prosegue Cesare Giudice, già nel 1976 facente parte di una redazione formata da Cesare Mozzone, Daniela Pellerino e Giorgio Aimassi.
“308 numeri pubblicati in 50 anni, mezzo secolo, quasi una vita nel nostro mondo, più di una vita negli altri mondi meno fortunati. Sembrano 'anni luce', se ricordiamo il contesto socio-culturale all’inizio degli anni ’70 del secolo scorso. In quegli anni anche nei piccoli comuni del Roero erano in atto profondi mutamenti. L’esodo della popolazione verso le fabbriche delle città si era arrestato e, in alcuni casi, la tendenza si era già invertita con il ritorno, da pensionati, di coloro che un tempo erano emigrati”.
Un pezzo di storia del Roero è passata attraverso le pagine de 'Il Paese' come spiega bene Cesare Giudice:
“In quegli anni iniziavano a nascere anche nel Roero nuove associazioni volontaristiche, in genere sotto forma di Pro Loco, Società sportive, Biblioteche civiche, o anche di Gruppi spontanei, per rispondere ai nuovi bisogni e dunque per rilanciare anche in senso culturale le feste patronali, per costruire campi sportivi, per interessarsi dei problemi locali ed ambientali, per tutelare il patrimonio storico, artistico ed etnografico, per riscoprire la storia dei nostri paesi e la cultura popolare con le sue tradizioni in alternativa alla massificazione culturale in atto. Antonio Adriano e il Gruppo spontaneo maglianese in quegli anni documentavano gli ultimi bagliori della morente civiltà contadina e riscoprivano e riproponevano sul campo l’antica tradizione popolare del “Cantè j’euv”, oggi considerata importante parte del patrimonio culturale immateriale di Roero e Langa. Nel Roero, negli anni ’70-’80, nascevano anche alcuni giornali di paese, quasi tutti già scomparsi: la loro storia (e la nostra) è stata ben raccontata da Giorgio Enrico Cavallo sul numero uscito nel 2016 della pregevole rivista storica annuale “Roero Terra Ritrovata”, con la quale collaboriamo”.
Il logo de Il Paese fu disegnato da Gianfranco Veglio, al tempo diciottenne al quarto anno del Liceo Artistico di Torino. Venne adattato dalla tipografia L’Artigiana ed ancor oggi è quello, con l’unico cambiamento del puntino sulla I trasformato nel simbolo della ruota dei Roero.
Nel 2024 è stato pubblicato il 12° volume della collana di ristampe triennali con prefazione dello storico Gianni Oliva. In passato alcune ristampe anastatiche ebbero prefazioni di Nuto Revelli, Donato Bosca, Raoul Molinari e di altri nomi noti al grande pubblico.
Una lunga storia dunque, legata ad un territorio un tempo indicato come Monferrato cuneese, poi Sinistra Tanaro albese, oggi Sinistra Tanaro roerina, terra di grandi tradizioni e legami forti, di confine fra astigiano, cuneese, Langa e torinese.
Nei suoi primi 50 anni non sono cambiate le finalità, ancor oggi stimolo di visioni intercomunali e ricche di connotati socio culturali di comunità, con grande attenzione ai temi della conservazione del territorio, del suo eccessivo sfruttamento e della salvaguardia dell’ambiente naturale.
Conclude Cesare Giudice, ancor oggi alla guida della redazione, che fu anche sindaco di Magliano Alfieri nel periodo 1995-2004:
“Il Paese è anche figlio della Pro Loco di Magliano Alfieri, costituita il 31 luglio 1975, i cui soci fondatori (di cui facevo parte) approvarono, tra le varie finalità statutarie della nuova associazione, la mia proposta di dare vita a un giornale popolare indipendente. Cito, in particolare, Mauro Aimassi e Carola Cantamessa che, nella nascente associazione, sostennero la proposta e che ancora oggi fanno parte della redazione, e i fratelli Penna, nella redazione nei primi 20 anni con Renato e negli ultimi 30 con la sorella Bruna”.
Auguri dunque e lunga vita a 'Il Paese'.