Cresciuto a pane e politica, amministratore di lungo corso, Giancarlo Boselli ha vissuto varie stagioni della politica cuneese. Dalle amministrative del 2022 guida gli Indipendenti, gruppo civico in Consiglio comunale, che, nella consiliatura giunta al suo ultimo anno di vita, ha rappresentato la più agguerrita opposizione alla maggioranza di centrosinistra di Patrizia Manassero.
In Consiglio, insieme a lui, Paolo Armellini.
Con largo anticipo ha aperto le ostilità elettorali.
In questa intervista, di taglio essenzialmente politico, analizza la situazione in municipio a Cuneo, spiega le ragioni del suo voler bruciare le tappe rispetto agli altri competitor e illustra gli obiettivi che si prefigge.
Boselli, mentre il centrosinistra ancora deve decidere se, in vista delle prossime elezioni amministrative del 2027, affidarsi a Patrizia Manassero o Enrico Collidà, lei ha già dato fuoco alle polveri avviando la sua campagna elettorale. Perché tutta questa fretta quando il quadro politico-amministrativo resta tutto da definire?
“Le altre forze rimangono in sospeso e in conflitto tra loro, pensando di poter decidere all’ultimo momento in attesa che il quadro si definisca con chiarezza.
Noi, invece, abbiamo già fatto le nostre scelte e da sei mesi siamo al lavoro, in piena campagna elettorale”.
Non ha pensato che, così come avviene nelle maratone, chi parte troppo forte rischia poi di arrivare col fiato corto in prossimità del traguardo?
“Bisogna conoscere e saper ben gestire le proprie forze: mi ispiro alla favola di Esopo (la lepre e la tartaruga) dove io non sono la lepre che, per la sua superbia, viene sconfitta perché sottovaluta l’avversario. C'è chi crede di poter vincere con la sua velocità e potenza in qualsiasi momento voglia farlo. Invece lavorare sodo, nei tempi giusti, lentamente ma costantemente, in questo caso partendo almeno un anno prima, porta a raggiungere gli obiettivi con umiltà e determinazione: e poi la tartaruga era il simbolo portafortuna di Tazio Nuvolari, il mio pilota automobilistico preferito”.
Ha in mente una o due liste?
“Un'unica lista, fortissima”.
Si è parlato molto, nei mesi scorsi, di una possibile crisi di maggioranza che avrebbe portato ad una fine anticipata della consiliatura. Ora, quando manca poco più di un anno, sembra che le frizioni tra Centro per Cuneo e Pd si siano ridotte e che si possa arrivare al traguardo più o meno serenamente. Che ne pensa?
“Le frizioni sono cresciute, anche se mascherate da una situazione di stallo: ad oggi nessuno dei due gruppi ha ancora trovato il candidato giusto per fare a meno dell’altro, come vorrebbero, e questo aumenta il nervosismo. Il male minore, comunque, è che arrivino, pur in equilibrio precario, al termine del mandato, per evitare alla città un commissariamento”.
Lei crede che la maggioranza uscente si riproporrà negli stessi termini del 2022? E, per entrare nel dettaglio, con Manassero ricandidata sindaco o Collidà?
“Quel tipo di maggioranza, che nelle passate legislature ha fatto cose positive, ha ora perso la sua anima, il suo entusiasmo, le ragioni politiche nobili che la tenevano unita: non sa più perché sta insieme, forse solo per abitudine. Se non ci fossero gravi problemi, sarebbe del tutto naturale che la maggioranza consentisse alla sindaca un secondo mandato, ma Centro per Cuneo pone un veto sul secondo mandato Manassero e il Pd, per ritorsione, pone il veto su Collidà. Forse a questo punto un terzo nome potrebbe aiutare entrambi”.
Ha notizie del centrodestra?
“Mi sembra che stia lavorando con impegno ad un suo progetto, tuttavia, anche per loro, Centro per Cuneo è un problema: sta insieme a loro in Provincia e in Regione è nel centrodestra. In città, invece, non ne vuole sapere, li tiene a distanza, li emargina e intanto sostiene una sindaca Pd, quindi di centrosinistra”.
Se il voto, come pare, si polarizzasse ulteriormente non c’è il rischio che gli Indipendenti possano restare col cerino in mano, tagliati fuori dai grandi giochi?
“Gli Indipendenti sono uno dei poli forti e principali della polarizzazione. Vedremo al secondo turno quali forze saranno tagliate fuori dai giochi”.