Ritorna con la primavera, con un appuntamento al mese, "Libres libres - Libri liberi", la rassegna dell'Associazione Espaci Occitan di Dronero dedicata a pubblicazioni legate a lingua e cultura del territorio occitano alpino.
Il primo appuntamento, venerdì 6 marzo alle ore 18, avrà per protagonista "Bàrnabo d'es mountanhes - Bàrnabo delle montagne", traduzione in bellinese dell'opera prima di Dino Buzzati, realizzata dal compianto Giovanni Bernard, Jeannot d'i Vielm. Barnabo, giovane guardaboschi, è il primo personaggio di Buzzati a vivere profondamente l'attesa, scrutando, giorno dopo giorno, la luce che nasce e si spegne sulle montagne, conoscendo l'essenza stessa dell'aspettare, in una narrazione sospesa tra sogno, incubo e realtà. A presentare questa versione, edita da Fusta e straordinaria per preziosità del lessico e per la capacità di fissare la parlata di una delle più peculiari località della Castellata, saranno Gianni Bernard, nipote di Jeannot, e Tiziana Gallian, cultrice della valle e poetessa a sua volta.
Venerdì 10 aprile alle 18 sarà la volta di "L'aizounenc. Dizionario etnolinguistico dell'occitano di Aisone" di Andrea Celauro, Ed. dell'Orso. Pubblicato nel 2025, ma frutto di oltre dieci anni di ricerche e indagini, quello di Celauro è molto più di un semplice dizionario: è un viaggio attraverso l'anima linguistica e culturale di Aisone. Ai 9.000 termini si affiancano una sezione di descrizione morfologica e soprattutto una parte etnografica, realizzata dal giovane antropologo mediante una ricerca sul campo per fornire una visione integrata della lingua, della sua struttura e del suo profondo legame con la vita quotidiana della comunità che ancora oggi la parla. L'autore dialogherà con Rosella Pellerino.
Venerdì 15 maggio alle 18 spazio a "La danso dal farò. Poesie 'a nosto modo'" di Giacomino Genti, detto Giacomino dal Ferie, raccolta edita da Fusta. Come recita la prefazione all'opera, firmata da Diego Anghilante, Genti è "una voce genuina e spontanea, pur nella sua estraneità alla 'civiltà letteraria', ma che proprio per questo rispecchia fedelmente la società e la cultura odierne delle nostre valli". Scritti nella varietà occitana di Rore in Val Varaita, i versi sono specchio di un animo gentile, che ha saputo conservare e trasmettere, nonostante l'emigrazione nizzarda, o forse proprio in forza di essa, l'attaccamento profondo alle radici e alla sua terra. Dialogheranno con l'autore l'occitanista e scrittore Diego Anghilante e il curatore dell'opera Piero Dematteis.
L'attività è realizzata con il sostegno della Regione Piemonte. Gli appuntamenti si svolgeranno presso Espaci Occitan, in Via Val Maira 19 a Dronero; l'ingresso è libero e gratuito.
Per info: tel. 0171904075, segreteria@espaci-occitan.org, www.espaci-occitan.org, Fb @museooccitano, Ig @museo.occitano.