Attualità - 27 febbraio 2026, 06:07

“Quasi per scommessa la prima volta, poi cinquant’anni di dono”: Giuseppe Destefanis e l’Oscar della Generosità 2026 dall'Avis di Alba

Il capogruppo di Canale, premiato all’assemblea albese, si racconta: 160 donazioni e una vita dedicata alla sensibilizzazione dei giovani

Il momento della premiazione

Una vita segnata dalla continuità di un gesto silenzioso, ripetuto nel tempo con costanza e senso di responsabilità. All’assemblea annuale dell’Avis di Alba è stato assegnato l’Oscar della Generosità 2026 a Giuseppe Destefanis, storico donatore e capogruppo Avis di Canale, premiato per un impegno che attraversa quasi mezzo secolo di volontariato e partecipazione associativa.

Un riconoscimento arrivato senza preavviso, capace proprio per questo di amplificarne il valore emotivo. “È stata una bella sorpresa, perché lo sapevano tutti tranne me”, racconta Destefanis. “Quando mi hanno chiamato per la premiazione ho visto che dietro di me c’erano anche mia figlia e mio nipotino, arrivati senza dirmi nulla. È stato un momento molto emozionante”.

Dietro il premio vi è un percorso lungo quasi cinquant’anni, scandito da circa 160 donazioni di sangue. Un impegno vissuto con naturalezza, senza enfasi. “Ho dedicato una parte del mio tempo a questa attività, con continuità”, spiega, riassumendo una scelta maturata progressivamente e diventata parte integrante della propria vita.

L’inizio risale alla giovinezza, quasi per gioco. “Avevamo diciannove o vent’anni e, quando arrivò l’autoemoteca a Canale, con un amico decidemmo di provare a donare, quasi per sfida. Poi ho iniziato e non ho più smesso”. Da quel primo gesto è nato un rapporto stabile con l’associazione, proseguito senza interruzioni. “Mi sono sempre trovato bene e non ho mai avuto difficoltà a donare. Sono contento di aver continuato nel tempo”.

Con gli anni l’impegno si è esteso anche all’organizzazione associativa. Dopo l’esperienza dello storico capogruppo Tonino Murru, Destefanis è stato coinvolto nella guida del gruppo locale. “Mi è stato proposto di assumere il ruolo di capogruppo e ormai sono vent’anni che svolgo questo incarico”. Oggi fa parte anche del consiglio direttivo dell’Avis albese e di quello provinciale, contribuendo alla gestione e allo sviluppo delle attività sul territorio.

Il gruppo Avis di Canale mantiene una situazione complessivamente positiva, sostenuta anche dalla presenza di una sala prelievi rinnovata e accreditata, operativa da due anni. “La struttura è completamente a norma, funzionale e accogliente per i donatori”, osserva.

Accanto alla donazione resta centrale il lavoro di sensibilizzazione, in particolare verso i più giovani. Negli ultimi mesi è ripartito il progetto nelle scuole medie di Canale, con incontri dedicati alla cultura del dono e borse di studio rivolte agli studenti. “Andiamo nelle classi a spiegare cos’è l’Avis e cosa significa donare sangue. È importante iniziare presto a parlarne”.

Un’attività educativa che spesso produce effetti anche all’interno delle famiglie. “Quando i ragazzi ne discutono a casa, scoprono che magari un genitore o un parente è già donatore. Più se ne parla, più cresce la consapevolezza”.

Il premio conferito dall’Avis di Alba assume così un valore simbolico che supera la dimensione individuale: riconosce una storia personale, ma anche un modello di impegno civile costruito nel tempo, fatto di presenza costante, responsabilità e trasmissione di valori tra generazioni.

Daniele Vaira