Il terzo ponte sul Tanaro torna al centro del confronto in Consiglio comunale ad Alba, con l’interrogazione del consigliere Fabio Ambrogio, che chiede aggiornamenti concreti dopo la delibera di indirizzo approvata in autunno dal Consiglio provinciale.
Ambrogio ha richiamato una vicenda che si trascina da anni, definendola una “partita complessa” e ricordando come, nel mese di ottobre, siano arrivate “alcune utili indicazioni per proseguire la fase di ottenimento delle autorizzazioni e concludere quindi gli aggiornamenti al piano, Il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE)”. Da qui la richiesta di chiarire quali siano oggi le interlocuzioni tra Comune e Provincia e quali scenari si aprano per la città.
La risposta dell’assessore ai Lavori pubblici e Mobilità Edoardo Fenocchio parte da una premessa politica prima ancora che tecnica: “Possiamo convenire tutti sullo stesso orientamento: un’opera come il terzo ponte può essere utile per dare sollievo dal punto di vista infrastrutturale alle mancanze che attualmente soffre la nostra città”.
Un’affermazione netta, che sgombra il campo da ambiguità sull’utilità dell’infrastruttura. Ma il nodo, oggi, non è l’intenzione: è la procedura.
Fenocchio ricorda che la regia dell’intervento è in capo alla Provincia di Cuneo, titolare del procedimento. Il progetto esistente — redatto a fine 2023 — è un progetto di fattibilità tecnico-economica impostato secondo il vecchio codice degli appalti. Tradotto: un livello progettuale non più sufficiente per proseguire secondo le regole attuali.
“È un progetto a vecchio codice, con un grado di sviluppo inferiore rispetto a quanto prevede oggi la normativa”, ha spiegato l’assessore, chiarendo che il primo passaggio obbligato è l’adeguamento formale della documentazione. L’ipotesi progettuale copre l’intero tracciato dalla rotatoria di via di Cherasca fino all’innesto sulla tangenziale in zona Mogliasso, e proprio questa unitarietà impone di affrontare il percorso autorizzativo nel suo complesso.
Un secondo elemento pesa in maniera evidente: il quadro economico. Dal precedente PFTE emergeva una stima di circa 46 milioni di euro, a fronte di una copertura finanziaria non integrale. Anche per questo la scelta condivisa con la Provincia è stata quella di non procedere per stralci immediati, ma di completare l’impianto progettuale fino alla fase utile per chiedere i pareri preliminari agli enti sovraordinati.
Fenocchio ha citato espressamente AIPO, per gli aspetti idraulici legati al Tanaro, e la Soprintendenza, per il profilo paesaggistico. “Il progetto va affrontato almeno fino alla fase di emissione dei pareri in maniera unitaria”, ha sottolineato, spiegando che solo dopo un pronunciamento positivo sulla compatibilità dell’opera si potrà ragionare su esecutivo e cantierizzazione.
È qui che si colloca l’aggiornamento politico più recente: dopo la delibera provinciale di ottobre 2025, il Comune di Alba ha chiesto formalmente un tavolo di confronto con la Provincia per conoscere lo stato delle integrazioni progettuali affidate al raggruppamento di professionisti incaricato.
“Abbiamo chiesto un tavolo per essere aggiornati sugli esiti dei lavori di progettazione svolti in questi mesi e capire quale sia lo scenario delle prossime settimane e dei prossimi mesi”, ha detto Fenocchio, parlando di un lavoro da portare avanti “in maniera sinergica e coordinata”.