Agricoltura - 09 marzo 2026, 15:01

Stop Ue alla carne "finta", vietato chiamare bistecca i prodotti da colture cellulari. Coldiretti Cuneo: "Vittoria per la trasparenza"

Accordo di Trilogo tra Commissione, Consiglio e Parlamento Europeo sulle modifiche al Regolamento OCM. Il presidente Nada: "Una battaglia che portiamo avanti da tempo per la salute dei cittadini e la chiarezza su ciò che arriva sulle tavole". Previsti anche contratti scritti obbligatori nelle filiere agroalimentari

Enrico Nada, il presidente di Coldiretti Cuneo

L’Unione rafforza la tutela delle denominazioni della carne con il divieto di utilizzo di termini come “carne” o “bistecca” per prodotti ottenuti da colture cellulari e per altre imitazioni che non derivano da animali. È il risultato dell’accordo di Trilogo raggiunto tra Commissione, Consiglio e Parlamento Europeo sulle modifiche al Regolamento sull’Organizzazione Comune dei Mercati (OCM), che ha accolto molte delle richieste avanzate da Coldiretti per garantire maggiore trasparenza ai consumatori.

L’intesa punta infatti a evitare pratiche di meat sounding, impedendo che prodotti diversi dalla carne possano utilizzare denominazioni che ne richiamano direttamente il mondo, con il rischio di creare confusione tra i consumatori. È stata predisposta una lista di nomi che non potranno essere utilizzati, che Coldiretti ritiene dovrà essere ulteriormente ampliata per rafforzare la tutela delle produzioni e dell’informazione corretta.

Una battaglia che portiamo avanti da tempo per la salute dei cittadini e per la chiarezza su ciò che arriva sulle tavole – spiega, Enrico Nada, il presidente di Coldiretti Cuneo –. L’accordo rappresenta un passo avanti per rafforzare il potere negoziale degli agricoltori e migliorare il funzionamento della filiera agroalimentare europea, con regole più chiare nei rapporti contrattuali e maggiori strumenti di organizzazione dell’offerta”.

Risponde alle richieste di Coldiretti anche l’introduzione di contratti scritti obbligatori, seppur ancora con alcune eccezioni, all’interno delle filiere agroalimentari, con il riconoscimento dell’importanza dei costi di produzione nella determinazione dei prezzi. L’obiettivo è fermare le pratiche sleali lungo la catena del valore e garantire un giusto reddito alle aziende agricole, evitando che siano costrette a vendere sistematicamente i loro prodotti al di sotto dei costi di produzione”, aggiunge Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo.

cs