Si è aperto davanti al tribunale di Cuneo il processo per il furto di rame avvenuto il 12 marzo 2024 al cimitero di Nucetto. I presunti responsabili, F.R. e M.A.S. sono due uomini. Il primo è detenuto per altra causa.
In aula hanno sfilato i primi testimoni, tra loro un appuntato, in servizio al Nucleo operativo e radiomobile di Mondovì, che ha riferito delle perquisizioni personali e veicolari effettuate nei confronti dei due imputati che vennero fermati a bordo del furgone. All’interno del mezzo, come piegato dal carabiniere, erano stati trovati piedi di porco e cacciaviti: strumenti di cui i due uomini non avrebbero saputo fornire spiegazioni.
Tra i testimoni anche il sindaco di Nucetto, che ha sporto querela per conto del Comune dopo aver riscontrato il furto. Il primo cittadino ha spiegato che erano state asportate le coperture in rame di cinque loculi, oltre a quelle di due o tre cappelle private. Il Comune aveva inoltre consegnato ai carabinieri il materiale acquisito dal sistema di videosorveglianza.
Il danno, poi, era stato successivamente ripristinato utilizzando lamiera al posto del rame per una superficie di circa 60 metri quadrati. L’intervento è costato all’amministrazione 5.850 euro, mentre la sostituzione con il materiale originario avrebbe comportato una spesa di circa 13 mila euro. Il Comune ha scelto di non costituirsi parte civile.
Nel corso dell’esame, poi, è emerso inoltre che il cimitero dispone di due accessi e che il furto sarebbe avvenuto dal lato della strada, senza passare dall’ingresso principale. Il dipendente comunale incaricato della manutenzione effettua normalmente controlli quotidiani nell’area.
Il procedimento è stato aggiornato al 9 ottobre.