Politica - 09 marzo 2026, 16:49

"Accessibilità delle stazioni a livelli inaccettabili": Calderoni ttacca su ritardi e barriere nelle fermate ferroviarie piemontesi

Il consigliere regionale PD denuncia: meno di 30 Sale Blu su circa 200 stazioni, solo 60 scali pienamente accessibili entro il 2026 e interventi su Savigliano già rinviati fino al 2028

Dal consigliere regionale del PD Mauro Calderoni riceviamo e pubblichiamo:

"In Piemonte l’accessibilità delle stazioni ferroviarie è a livelli inaccettabili. In una regione che si pretende moderna ed avanzata non è tollerabile che una persona con ridotta mobilità debba ancora chiedere assistenza per poter prendere un treno, invece di poterlo fare autonomamente".

Lo dichiara il consigliere regionale del Pd Mauro Calderoni, che richiama l’attenzione sulla situazione delle stazioni piemontesi.

"Sul territorio regionale – argomenta – sono presenti circa 200 stazioni o fermate con servizio viaggiatori, ma quelle dotate di assistenza strutturata per le persone con disabilità – le cosiddette Sale Blu – sembra siano meno di 30. Anche considerando gli interventi programmati, le stazioni che dovrebbero raggiungere la piena accessibilità entro il 2026 arriverebbero a 60. Numeri che raccontano un ritardo evidente".

"La nostra provincia – prosegue – come molte altre del Piemonte, è costellata di stazioni abbandonate, degradate o difficilmente accessibili, spesso collocate proprio nei centri dei paesi e delle città. Luoghi che potrebbero essere porte di accesso al trasporto pubblico e invece restano simbolo di incuria e di barriere".

Il consigliere cita in particolare il caso della stazione di Savigliano: "Gli interventi di adeguamento e accessibilità sono stati annunciati più volte: prima il 2025, poi il 2026, poi il 2027. Ora si parla addirittura del 2028. È evidente che i tempi si stanno allungando troppo e che servono risposte chiare".

Per Calderoni è necessario un cambio di passo: "Per questo chiederò alla Regione di aprire un confronto serio con RFI per definire un piano straordinario e generalizzato di accessibilità delle stazioni piemontesi, con tempi certi e risorse dedicate".

"L’accesso al trasporto ferroviario deve essere un diritto garantito a tutti, non un servizio su richiesta. In un territorio ricco come il nostro non possiamo accettare che chi ha difficoltà motorie debba ancora dipendere da procedure di prenotazione o assistenza per salire su un treno".

"Rendere accessibili le stazioni significa garantire diritti, dignità e mobilità non solo alle persone con disabilità, ma anche agli anziani, alle famiglie con passeggini e a chiunque utilizzi il trasporto pubblico. È una priorità di civiltà prima ancora che infrastrutturale".