A pochi giorni dall’ 8 marzo e ad altrettanti dal diritto al voto, attivo e passivo, per le donne a livello amministrativo (prima che questo fosse esteso alle consultazioni politiche nazionali), ci è parso interessante verificare quale sia oggi la situazione della presenza femminile nella vita politico-amministrativa della provincia di Cuneo.
Una situazione in chiaro-scuro come vedremo, lasciando che siano i dati a parlare. Abbiamo indirizzato la nostra attenzione su quattro livelli istituzionali: Comune, Provincia, Regione e Parlamento.
Come noto, dopo alcuni processi di fusione, oggi sono 247 i Comuni del Cuneese: in 214 municipi i sindaci sono uomini e in 33 donne.
Resta il fatto, oggettivo e significativo, che il primo cittadino della città capoluogo di provincia, Cuneo, dal 2022 è una donna, Patrizia Manassero.
Tuttavia, non appena rivolgiamo lo sguardo all’esterno di un territorio vasto quale appunto è la Granda, constatiamo che la presenza di donne alla guida dei municipi rappresenta non più del 13% del totale.
Di seguito l’elenco (in ordine alfabetico) dei 33 Comuni guidati da donne – considerando anche il Comune di Magliano Alpi, attualmente retto da un commissario prefettizio donna – e, tra parentesi, il nome dei rispettivi sindaci.
Argentera (Monica Ciaburro); Belvedere Langhe (Biagina Cartosio); Borgo San Dalmazzo (Roberta Robbione); Briga Alta (Federica Lanteri); Caraglio (Paola Falco); Ceresole d’Alba (Chiara Masia Collo); Corneliano d’Alba (Alessandra Balbo); Cuneo (Patrizia Manassero); Faule (Chiara Boretto); Frabosa Soprana (Jole Caramello); Isasca (Elena Vincenti); La Morra (Maria Luisa Ascheri); Magliano Alfieri (Giulia Adriano); Magliano Alpi (Lorella Masoero, commissario prefettizio); Manta (Ivana Margherita Casale); Marsaglia (Franca Biglio)
Mombarcaro (Clara Barbiero); Montaldo Roero (Claudia Rosso); Narzole (Paola Sguazzini); Piasco (Stefania Dalmasso); Pietraporzio (Sabrina Rocchia); Priocca (Enrica Ponte); Priola (Laura Canavese); Robilante (Enrica Giraudo); Santo Stefano Roero (Giuseppina Facco); Santa Vittoria d’Alba (Adriana Maria Dellavalle); Sambuco (Palmira Giavelli); Santo Stefano Belbo (Laura Maria Capra); Torresina (Renata Dalmazzone); Trinità (Ernesta Zucco); Verduno (Marta Giovannini); Viola (Romana Caterina Daniello); Vottignasco (Valentina Bono).
Situazione non dissimile nel Consiglio provinciale, dove solo due su dodici componenti l’assemblea di corso Nizza sono espressione del mondo femminile: Ivana Margherita Casale (Patto Civico per la Granda), sindaca di Manta, e Stefania Maria D’Ulisse (La Nostra Provincia), capogruppo di “Cuneo Democratica e Solidale” In Consiglio comunale a Cuneo.
(Sopra la sindaca di Manta Ivana Margherita Casale, consigliera provinciale per i colori di Patto Civico per la Granda)
Più si sale di livello istituzionale, più la rappresentanza dell’altra metà del cielo si avvicina al pareggio.
In Consiglio regionale, a rappresentare il Cuneese a Palazzo Lascaris a Torino, sono in tre: Federica Barbero (Fratelli d’Italia), Giulia Marro (Alleanza Verdi e Sinistra) e Gianna Gancia, eletta nel listino del presidente Cirio.
A livello parlamentare, su tre deputati, due sono donne: Monica Ciaburro (Fratelli d’Italia), contestualmente sindaco di Argentera e Chiara Gribaudo (Partito Democratico), vicepresidente nazionale del suo partito.
Questo è oggi lo stato dell’arte. Per abusare di un refrain inflazionato si potrebbe banalmente considerare che… molto è stato fatto, ma molto resta da fare.