Attualità - 14 marzo 2026, 10:13

“Verso il Referendum”, le ragioni del sì della Lega Cuneo: ieri sera la conferenza stampa al Caffè Grande di Fossano [FOTO e VIDEO]

All’evento erano presenti gli avvocati Mauro Anetrini e Simona Giaccardi, il senatore Giorgio Maria e Paolo De Marchi, i sindaci di Fossano Dario Tallone e di Villanova Solaro Gabriele Giletta

Manca sempre meno alle prossime elezioni referendarie sulla riforma della Giustizia, in programma domenica 22 e lunedì 23 marzo. Ieri pomeriggio, 13 marzo, al Caffè Grande di Fossano di via Roma, si è svolta la conferenza stampa per la presentazione dell’iniziativa promossa dalla Segreteria provinciale della Lega di Cuneo: “Verso il referendum – Ultimi eventi e gazebata”.

L’incontro, dopo le già numerose tappe nella Provincia per perorare la causa del “sì” al Referendum, è stata l’occasione per illustrare quelle conclusive della campagna, con le prossime mobilitazioni sul territorio. L’ennesima illustrazione delle motivazioni per cui votare “sì” alla riforma della Giustizia, è a sostegno dei termini della modifica costituzionale voluta dal Governo e che porta le firme della premier Meloni e del suo ministro Nordio.

All’evento hanno partecipato l'avvocato Mauro Anetrini (Responsabile del dipartimento giustizia Lega Piemonte), l'avvocato Simona Giaccardi (Responsabile del dipartimento giustizia Lega Cuneo), il senatore Giorgio Maria Bergesio (Segretario provinciale Lega Cuneo) e Paolo De Marchi (Vice Segretario Lega Piemonte). Tra i vari presenti il sindaco di Fossano Dario Tallone e l’altro giovane rappresentante della Lega, il sindaco di Villanova Solaro Gabriele Giletta.
Ad approfondire ancora il tema l’avvocato Anetrini.

Gli interventi a margine dell'incontro (GUARDA IL VIDEO)

Le ragioni del sì sono semplicissime. Questa è una riforma che viene fatta per enfatizzare, valorizzare, liberare la figura del giudice e questo di per sé è una grande garanzia per i diritti dei cittadini e non come dicono i nostri oppositori una manovra per comprimere le indipendenze della Magistratura. – ha spiegato il responsabile del dipartimento giustizia della Lega Piemonte -  Perché le norme che riguardano quell’indipendenza non sono oggetto di riforme, ma anzi ne vengono rafforzate”.

La storia parte da lontano, dal 1948, con l’assemblea costituente che apriva già a modifiche alla Costituzione. “La sovranità appartiene al popolo e non alle correnti della Magistratura organizzata”. Ecco come Anetrini ha posto l’attenzione su un suo commento riportato in convegno.

Questo è un percorso che si completa, almeno in parte significativa, con questa riforma, che finalmente pone mano, abrogandola, a una legge emanata nel periodo fascista e adeguando l’ordinamento giudiziario italiano a quello dei paesi più democratici. In Europa soltanto Italia e Grecia non hanno ancora adottato la separazione delle carriere. Dico questo perché i paesi che la separazione delle carriere come principio cardine sono guarda caso i paesi più democratici, mentre i paesi come l’Iran, la Cina e la Russia sono paesi a carriere unificate, quindi ponetevi una domanda e datevi una risposta".

Gli dà manforte, aggiungendo altre considerazioni, il senatore Bergesio, segretario provinciale della Lega.

“La Giustizia non deve fare paura, ma deve essere una funzione pubblica che dia sicurezza al cittadino. La riforma della Giustizia è necessaria perché è stata richiesta dall’Unione Europea, nell’ambito del Next Generation Eu e perché sono oltre 40 anni che questo paese, dopo la riforma Vassalli, che attende la riforma della Giustizia. Bisogna permettere la separazione delle carriere e dare un ordine disciplinare che sia maggiormente rappresentativo e terzo rispetto a quello attuale e soprattutto cercare di eliminare quello che oggi è un ‘vulnus’. – ha commentato perentorio Bergesio - Abbiamo oggi oltre 1000 casi all’anno di persone che vengono arrestate, detenute e poi assolte: significa che una persona perde lavoro, salute, famiglia, reputazione e poi viene assolta. E nemmeno le centinaia di migliaia di euro dello Stato gli restituiranno quanto perso. Giustizia deve essere un servizio pubblico e, come tale, se qualcosa non funziona, o funziona male, va riformato”.

Non è vero che si tratta di un attentato alla Costituzione, perché dal 1948 ad oggi la Costituzione è già stata modificata una decina di volte e tutto questo ci permette di dire che siamo sulla strada giusta, un ‘sì’ convinto e chiaro per i cittadini, per le famiglie, le imprese, ma soprattutto per i magistrati che sono seri, onesti e devono avere la possibilità di lavorare con i principi di equilibrio e terzietà che auspichiamo sempre” – ha concluso.
 

Ipe